Magica Ilaria! La paladina del lavoratori licenzia senza motivo: condannata
Giovanni Sallusti · 23 Luglio 2026
Cari ascoltatori, cominciamo a sospettare che Ilaria Salis in carne e ossa non esista, che sia un tipo ideale, un paradigma, oppure un agente della destra infiltrato per far deragliare la sinistra su una versione sempre più caricaturale e contraddittoria. L’ultima dell’Ilaria, infatti, è al momento insuperabile: è stata condannata a risarcire con 300mila euro due persone che lavoravano per lei e che lei ha licenziato in tronco, senza giusta causa. Esatto, la paladina della nuova sinistra contemporanea ha licenziato dei lavoratori senza averne diritto: una bella nemesi, lei stessa che sconfessa la sua retorica e, peggio, la narrazione e le ragioni della sinistra storica, nella sua essenza.
La sentenza, messa nero su bianco dal giudice Franco Caroleo dopo il ricorso di due assistenti dell’eurodeputata di Avs, ha deliberato l’illegittimità del recesso, della cessazione del rapporto di lavoro immediata e senza preavviso, come neanche il peggior turboliberista, direbbe lei. La sentenza chiarisce che “spettava alla Salis in quanto datrice di lavoro fornire una prova della giusta causa, ma essendo lei sempre stata contumace non ha evidentemente assolto al proprio onere, quindi si deve affermare l’insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati”, quelli che la Salis aveva comunicato ai due collaboratori il 17 febbraio 2025, a pochi mesi dall’assunzione e senza alcun preavviso, sostenendo la cessazione del rapporto di fiducia, rimproverandoli di rispondere in ritardo alle e-mail: la Salis chiede delle prestazioni turboliberiste a chi lavora per lei.
Questa notizia chiarisce il rapporto che l’attuale sinistra ha con il lavoro, che fu il tema fondante della sinistra storica novecentesca, quando era ancora calata nella società e rispondeva a istanze reali sul miglioramento delle condizioni di vita, e non era tutta flotilla, Gaza e green deal. È una contraddizione ancora più strepitosa se la si mette in relazione con le esternazioni della Salis in tema di lavoro, padroni, salario minimo. Eccone qualcuna spettacolare (le ha raccolte Libero): “Chi sfrutta, paga un salario indegno, non garantisce condizioni di lavoro sicure, non deve ricevere un solo euro di denaro pubblico”, quindi lei che di denaro pubblico in quanto europarlamentare ne prende eccome, dovrebbe restituire lo stipendio. “Altro che i migranti di qua e i migranti di là, la vera emergenza di sicurezza in Italia e in Europa è il caro vita”, lei tiene all’economia reale, per questo licenzia senza giusta causa chi lavora per lei.
“Ovviamente bisogna rendere più stringente la direttiva europea sul salario minimo”, bene, però ci deve essere un contratto perché esista un salario minimo. Ed ecco il vero fuoco d’artificio: “In Italia restiamo ostaggi di questi oscurantisti fascistoidi che difendono padroni e padroncini del capitalismo straccione made in Italy: un sistema sempre più fondato sull’ipersfruttamento della forza lavoro e su un’economia a bassissimo valore aggiunto, sempre meno sul benessere e la creatività dei lavoratori”. I lavoratori sono proprio la sua stella polare, come il benessere e la creatività.
La nuova eroina condannata a risarcire due lavoratori che non dovevano essere licenziati è lo zenith della sinistra del nuovo millennio. Lei lamenta di non aver mai ricevuto la notifica del procedimento, che non è stata mandata alcuna pec. La controparte replica dicendo che hanno provato più volte a notificare il procedimento al suo ufficio fisico, quindi non alla pec, ma l’onorevole non era mai in casa. La battuta è troppo facile: chissà in quale casa era l’onorevole, e di chi era. Ma dopo dopo questa notizia, se Ilaria Salis esiste davvero, le consigliamo di cambiare emisfero.