Rispuntano quelli della flotilla: i compagni affranti al funerale di Khamenei

· 16 Luglio 2026


Cari ascoltatori, indovinate dove è rispuntata la Global sumud flotilla, accrocchio ideologico, stella polare dei progressisti, grande cartello delle anime belle? Al funerale dell’ayatollah Ali Khamenei, compianta guida suprema e a quanto pare nume tutelare di costoro.

Tre attivisti della flotilla, infatti, si sono visti a Teheran al grande rito inscenato dal regime per omaggiare il defunto carnefice, e neanche delle ultime file: c’era l’attivista brasiliana Lisi Proenca, uno dei volti delle barche che a maggio avevano tentato di raggiungere Gaza forzando un blocco navale in una zona di guerra. C’erano l’irlandese Tadhg Hickey e l’avvocata brasiliana Ariadne Teles, dichiaratamente appartenenti al movimento pro-pal, altro modo di nominare la stessa cosa.

La flotilla ha dichiarato che i tre non rappresentavano una delegazione ufficiale; ma si tratta comunque di tre membri, e neanche gli ultimi arrivati, tutti a onorare il vertice di uno dei più orrendi, tetri, liberticidi, assassini totalitarismi che esistano sulla faccia della terra. Khamenei è stato braccio destro dell’ayatollah Khomeini, insieme hanno costruito fin dal 1979 il ‘governo in nome di Allah’ per esportare la rivoluzione islamica globale, anzitutto contro il grande Satana, l’America, e il piccolo Satana, cioè Israele, cioè contro l’Occidente.

Secondo le cronache, Proenka ha promesso, davanti ai sostenitori della Repubblica islamica: “Vi aiuteremo a mantenere questa rivoluzione”, altro che gli aiuti umanitari – una finta smascherata abbastanza presto – un vero sostegno al regime islamista. E ha aggiunto: “Il Sud globale, unito, metterà fine all’imperialismo americano”, così da poterci accucciare sotto l’occhio benevolo del partito comunista cinese.

E ancora: “Sono qui per dire al popolo iraniano che siamo con voi”. Ecco, vada a dirlo alle famiglie degli oltre 40mila iraniani che il regime guidato da questo orrendo macellaio ha ucciso in pochi giorni nelle strade del Paese, iraniani esasperati che invocavano la libertà. Vada a dire loro che lei sta col popolo iraniano mentre omaggia il mandante degli assassini.

L’irlandese Hickey invece ha definito l’Iran “il centro dell’antimperialismo”: è un dettaglio che sia anche il centro del terrore in Medio Oriente ed esportatore di terrore nel mondo, per costoro conta solo lo yankee go home. Ancora più sorprendente è il racconto dell’avvocata Teles: “Prima di arrivare qui conoscevo l’Iran solo attraverso i media occidentali”, che notoriamente non hanno quello sguardo plurale e democratico che invece hanno i media della Repubblica Islamica. “Ho trovato una realtà completamente diversa, la gente ha amato e sostenuto Khamenei: è come Fidel Castro e Che Guevara, tutti quei rivoluzionari che hanno guidato il loro popolo verso la libertà”. Evidentemente non hanno chiesto ai cubani un parere sulla ‘libertà’ del socialismo reale, un inferno di miseria, morte, fame, il popolo oppresso, i dissidenti incarcerati, medicinali e cibo difficilmente rintracciabili, zero libertà politica, zero libertà religiosa, persone per decenni nelle carceri castriste perché si dichiaravano cristiane. Chiedete al poeta Armando Valladares Pérez quanto è bella quella libertà.

La Proenca, che è la più loquace, lo ha anche ripetuto su Instagram: ”Siamo qui per dirvi che siamo con voi”. I membri della flotilla sono andati a omaggiare uno dei peggiori tiranni contemporanei, che secondo loro avrebbe aveva liberato il popolo, prendendo come esempio altri tiranni. Un irricevibile capovolgimento di ogni significato, offensivo per tutti, tantissimi, quelli che di questi tiranni sono stati vittime.


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