Idiozia woke alle stelle: l’Elena nera dà del maschilista a Omero!

· 8 Luglio 2026


Cari ascoltatori, è vero che lo diciamo sempre, ma se ogni volta un’idiozia woke supera le vette di quelle precedenti non possiamo che prenderne atto. Stavolta lo stupidario politicamente corretto non si è limitato a inquinare la cronaca, ma si è spinto nel territorio della cultura millenaria. Questa vetta è rappresentata dalle dichiarazioni, provenienti da un’altra galassia, di Lupita Nyong’o, l’attrice di colore che interpreta Elena di Troia nell’attesissimo colossal The Odyssey di Christopher Nolan, la quale ha attaccato Omero perché i suoi poemi non sarebbero abbastanza femministi. E potremmo chiudere qui, perché in questa frase c’è tutta la follia del mondo occidentale che si rivolta contro le sue radici in nome del suo ultimo costrutto ideologico masochista.

Lupia Nyong’o interpreta Elena, detta più volte nei poemi omerici “dalle bianche braccia” (Omero oltre a non essere femminista sarà stato anche un fascista inconsapevole?): Nolan ce la propone in versione di colore, e sarebbe una legittima rilettura cinematografica, ma poi l’attrice ha esternato: “Quando si leggono l’Iliade e l’Odissea, si dedica pochissimo tempo al punto di vista delle donne: la storia è raccontata soprattutto dal punto di vista maschile, mentre il film di Nolan si sforza di mostrare una prospettiva diversa. Così vediamo come questa guerra abbia influenzato sia Elena, sia Clitemnestra e come entrambe reagiscano in modo diverso”.

A parte la bestialità letteraria sostenuta da questa signora, perché Elena è il motore di tutto il ciclo omerico, è colei senza la quale non ci sarebbe stato, l’Odissea è una galleria di straordinarie figure femminili: prendete certo Clitemnestra, ma anche Circe, Calipso, la titanica Penelope che a Itaca, con un’ostinazione che va contro ogni apparente dato di realtà, attende che Ulisse torni a casa e contrasta i proci. E non ci sarebbe abbastanza spazio per le figure femminili?

Non pretendiamo che Lupita Nyong’o sia un’esperta di questioni omeriche e conosca, per esempio, i termini della disputa relativa all’autore o agli autori dei poemi, tra le scuole analitica, unitaria, oralista; resta che applicare i nostri canoni ideologici del 2026 a poemi dell’VIII secolo a.C. è una castroneria che si commenta da sé. Davvero volete sovrapporre le paturnie e i birignao woke a Omero, cioè all’atto fondativo della civiltà occidentale e al nostro padre culturale, leggendo le sue opere, come ha fatto questa attrice, seguendo le paranoie delle minoranze discriminate, del femminismo talebano (manca solo la chiave green)? Ma che cazzo stiamo dicendo? Speriamo solo che l’Elena nera che boccia Omero in femminismo sia l’ultimo stadio dell’idiozia woke: abbiamo una paura terribile di quale sarebbe il prossimo.


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