“La Rai non appartiene alla politica”. Detto dal Pd!!

· 3 Luglio 2026


Cari ascoltatori, so perfettamente che darvi conto di una notizia che coinvolge contemporaneamente il Partito Democratico e la Commissione Europea rischia seriamente di rovinarvi il weekend, ma sono costretto a farlo perché – come direbbero quelli bravi – siamo di fronte a una notizia veramente paradigmatica.

Siccome gli europarlamentari del Pd non si danno pace del fatto che sotto il governo della destra la Rai sia in mano alla maggioranza di governo, hanno attaccato l’attuale gestione dirigenziale di viale Mazzini perché non rispecchierebbe un pluralismo funzionale alla rappresentanza di tutte le anime che dovrebbe connotare un servizio pubblico. E qua la pernacchia è d’obbligo: del resto tutti voi avete ben presente la Rai sotto tutti i governi della sinistra in cui veniva applicata rigorosamente e scientificamente l’occupazione culturale di gramsciana memoria del servizio pubblico.

Ma c’è anche un altro aspetto comico non meno irrilevante in questa vicenda. I deputati europei dem hanno infatti scritto una lettera alla Commissione Ue per segnalare il mancato adeguamento della governance Rai al Media Freedom Act europeo: un tema che, com’è noto, assilla tutti i lavoratori le partite iva, gli imprenditori. Diciamocela tutta: l’Italia intera è angosciata da questa tremenda vicenda. A parte il fatto che il fantomatico Media Freedom Act europeo sarà all’incirca il 127° dispositivo che dovrebbe regolamentare da Bruxelles la concorrenza del mercato radiotelevisivo: e questo ci sorprende poco perché l’Europa, quando vuole tutelare la concorrenza, imbastisce sempre un regolamento (praticamente un ossimoro).

Tuttavia è il contenuto della lettera che è ancora più “affascinante”: “Abbiamo evidenziato che né l’attuale quadro normativo italiano né la proposta sostenuta dalla maggioranza garantiscono la reale indipendenza editoriale e funzionale della Rai”. Detto da chi ha fatto della lottizzazione una pratica sistematica è a dir poco esilarante. Gli europarlamentari del Pd proseguono poi, a sprezzo del ridicolo. “La proposta della maggioranza non depoliticizza il servizio pubblico: il meccanismo previsto per l’elezione del Consiglio di amministrazione non garantisce una scelta realmente condivisa tra maggioranza e opposizione e lascia di fatto le opposizioni fuori dal processo decisionale”. Come no: infatti prima del 2022 le opposizioni venivano sempre incluse in ogni singola scelta che veniva assunta in viale Mazzini.

“La Commissione europea deve garantire maggiore trasparenza sugli scambi con il Governo italiano e fornire al Parlamento europeo tutti gli elementi necessari per valutare il reale stato di conformità dell’Italia”. Premesso che chi vi parla non apprezza – per usare un eufemismo – il meccanismo di governance della Rai che imperversa in questo Paese, qua in realtà sussisterebbe anche un problema di sovranità nazionale che i rappresentanti piddini, però, bypassano allegramente. La domanda infatti da porsi sarebbe: ma perché diavolo noi dovremmo rispondere ai burocrati di Bruxelles?

Gran finale: “La Rai non appartiene al governo né a una maggioranza parlamentare”. No, non avete letto male: gli esponenti del Partito Democratico hanno scritto testualmente questa frase. Oramai possiamo tranquillamente constatare che, in casa Nazareno, sono state raggiunte vette inesplorate del concetto di comicità involontaria.


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