“Parlando liberaMente” con Alessandro Gonzato/Conte artista del cambiamento. Di idea
Giovanni Sallusti · 4 Luglio 2026
Questa settimana, a “Parlando liberaMente”, la nostra intervista settimanale con i protagonisti della politica, dell’attualità, del giornalismo, Giovanni Sallusti discute dell’attualità politica e internazionale insieme con Alessandro Gonzato, giornalista di Libero, con particolare riferimento ai guai di Giuseppe Conte sulla questione mascherine e della sua probabile audizione in commissione Covid.
“Conte rappresenta tutto e il contrario di tutto. Basti pensare alla sua parabola politica: un uomo uscito da uno studio d’avvocati e proiettato a Palazzo Chigi, da dove ha governato non privo di spregiudicatezza. Da un certo punto di vista bisogna ammettere che è stato anche ‘ammirevole’, perché è stato capace di far fuori Beppe Grillo, di allearsi con la Lega e il giorno dopo di fare il governo con il Partito democratico; è stato capace di firmare i decreti di sicurezza e di vantarsi per il calo degli sbarchi e poi a stracciare quegli stessi dl. Era l’uomo prima dell’autonomia e poi non più. L’ex presidente del Consiglio addirittura ha smantellato quella che era la stella polare del Movimento, ovvero il limite dei due mandati. Senza più la figura del garante, adesso a comandare nel partito sono rimasti lui e Padre Pio, cui è devoto”.
“A proposito della sua gestione della pandemia, una domanda da porsi è la seguente: come mai Conte è stato inserito fin da subito nella commissione Covid, sapendo che così non avrebbe potuto rispondere alle domande sul Coronavirus? Sicuramente non avrà niente da nascondere. Credo che sia però doveroso accertare come sono andati i fatti in quella fase caotica, in cui di certo tutti avrebbero commesso degli errori, ma in cui sicuramente tutti non avrebbero ordinato 1.250 milioni euro di mascherine che si sono rivelate da buttare al macero. E sono anche abbastanza certo che in pochi avrebbero nominato un ministro-ossimoro, Roberto Speranza, che passerà alla storia per un libro dal titolo ‘Perché guariremo’ che ha dovuto ritirare in fretta e furia dalle librerie prima della seconda ondata perché in realtà non era guarito nessuno. Speranza è la rappresentazione di ciò che quel periodo è stato”.
“Immaginatevi se oggi emergesse che un ex presidente del Consiglio di centrodestra si era incontrato a cena con il capo della struttura Covid, in quel caso Domenico Arcuri: che cosa sarebbe successo sui giornali e nelle trasmissioni televisive di centrosinistra di fronte alla notizia di tutte queste commesse da milioni di euro? Giustamente il campo largo avrebbe chiesto conto da mattina a sera delle relazioni di questi due protagonisti. Ma se a essere coinvolto è il centrosinistra, allora sembra tutto normale. Se da un lato non c’è nulla di di illegale, dall’altro il problema politico è devastante. Oltretutto Conte non si sarebbe mai dimesso da questa commissione se non l’avesse fatto prima Galeazzo Bignami di Fratelli d’Italia, che a sua volta non poteva essere audito, in base al regolamento. Adesso anche Conte dovrà essere sentito”.
“Il fatto che un maxi-appalto di mascherine farlocche sia stato affidato a società cinesi costituite da poco non mi sorprende più di tanto. Ricordiamoci la grandissima apertura di Conte nei confronti di Pechino, essendo lui uno strenuo sostenitore della via della seta. Quindi il sospetto fortissimo è che Conte abbia provato in tutti i modi a collegarsi a quel mondo comunista per non si sa esattamente quale tornaconto politico, ma è evidente che c’era una connessione molto stretta tra i 5 Stelle e il mondo cinese, che io non prenderei a modello essendoci la una ‘leggerissima’ dittatura. Poi, mai dire mai: non è escluso che il camaleontico Conte, in caso tornasse svolgere il ruolo di presidente del Consiglio, diventi il più filo-atlantista di tutti. Da questo punto di vista è incontrollabile: nel giro di due settimane può cambiare idea su tutto”.
“Andiamo infine a vedere i risultati elettorali dello statista di Volturara Appula. Quando s’insedia come capo politico del Movimento 5 stelle ad agosto 2021, il partito pentastellato era al 16%. Siccome adesso veleggia tra il 12% e il 13%, Conte si è dimostrato l’unico leader di centrosinistra che ha perso voti. E anche tanti. L’esatto opposto non solo del percorso svolto da Elly Schlein – che ha portato il Pd dal 17% del marzo del 2023 al 21% attuale – ma anche del duo ‘leggendario’ Bonelli-Fratoianni, i quali hanno fatto salire i consensi di Alleanza Verdi-Sinistra dal 4% al 7%. Conte ha fatto persino peggio di Luigi Di Maio, autore del 32% alle elezioni politiche del 2018. I 5Stelle di allora, che avevano nel proprio schieramento i vari Toninelli, Taverna e Crimi, ottenevano risultati migliori rispetto a Conte. Mi sembra una sentenza inappellabile”.