L’auto-stroncatura di Vannacci: “Un partito? Sarei un Renzi o un Calenda”

· 18 Giugno 2026


Cari ascoltatori, visto che da noi di Lilli Gruber e di Bianca Berlinguer non ce ne sono, non soffriamo di alcun innamoramento mediatico o catodico per il generale Roberto Vannacci, ma neanche siamo affezionati a forme di accanimento su un fenomeno che è un palese ossimoro politico, cioè una ‘vera destra’ che poi in Parlamento, quindi dove conta in democrazia, vota puntualmente con la sinistra.

Però vorremmo girare al generale Roberto Vannacci le osservazioni di Vannacci Roberto, un super-ossimoro, che costituiscono la migliore delle stroncature: quella che si è fatto da solo meno di un anno fa, intervistato al podcast Politigram da Carmine Abbate. Domanda: “Esclude di fare un suo partito?”. Risposta: “Ma certamente che lo escludo”. Le voci rimbalzavano già allora quotidianamente, e questa era la sua spiegazione: “Erano state messe in giro probabilmente da Schlein e Conte, perché se io avessi fatto il mio partito, intanto non credo che questo partito avrebbe avuto grande successo. Vede, negli ultimi 25 anni in Italia sono stati fatti circa un centinaio di nuovi partiti, quanti ne sono sopravvissuti? Ben pochi. Quindi, quale sarebbe stata la probabilità di sopravvivenza di un partito fatto da Vannacci? E se io avessi fatto un partito e se quel partito avesse avuto successo, metta che fosse arrivato al 5%” – soglia non casuale in questo momento – “io avrei spaccato la destra”.

Non solo: stimolato espressamente sul rapporto con Salvini, la Lega e la coalizione, Vannacci Roberto aveva detto: “Se io fossi stato Salvini non avrei mai accettato che il partito di Vannacci, traditore, entrasse nella coalizione di maggioranza, quindi la maggioranza avrebbe perso il 5% del sostegno. Mi sarei trasformato per esempio in un Renzi o in un Calenda a caso, spaccando la destra. Ecco perché tutta la stampa di sinistra sventolava i bandieroni parlando del partito di Vannacci, però hanno a che fare con un generale che non ci casca”.

A quanto pare invece ci è cascato, si è fatto blandire da quei bandieroni sventolati dalla sinistra, dai talk, dai giornaloni per il partito di Vannacci. Ma soprattutto Roberto Vannacci ha tradito la destra e si è davvero trasformato in un Renzi o in un Calenda a caso. Vannacci Roberto aveva detto che non lo avrebbe fatto e invece l’ha fatto: ha fatto il partitino, si sta prestando al gioco della sinistra, potrebbe spaccare la destra. Game, set, match: ora aspettiamo che il generale che non ci cascava le canti chiare al generale che ci è cascato.


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