Allarme della polizia: minaccia anarchica, serve tolleranza zero

· 18 Giugno 2026


Cari ascoltatori, questa mattina vi leggiamo una lettera, non una qualsiasi, ma una lettera molto importante per chiunque, soprattutto se politico, si collochi fuori dal mainstream pseudobuonista anti-divise. La lettera è di Valter Mazzetti, segretario generale del sindacato FSP Polizia di Stato ed è stata pubblicata sul sito di Nicola Porro. È una riflessione a ruota dell’arresto di 7 persone accusate di organizzazione terroristica e sabotaggio alla linea dell’alta velocità, quelli che secondo il mainstream di sinistra non c’erano, al punto di farne ironia in Parlamento e di chiedere le dimissioni di esponenti del governo. Invece, dalle indagini della Digos è risultato che era tutto vero.

Ma ecco la lettera: “Rivolgiamo un enorme plauso ai colleghi che hanno portato a termine una complessa indagine su una presunta organizzazione terroristica di matrice anarchica. Da anni ormai lanciamo l’allarme contro il fenomeno anarco-insurrezionalista che, lungi dall’essere affievolito con il corso del tempo, rappresenta un pericolo serio ed insidioso per lo Stato”, il sindacato si riferisce proprio a quell’allarme sbertucciato dal fronte dei buoni, “in particolare, per le Forze dell’ordine che da sempre subiscono le peggiori conseguenze dei gesti di questa gente senza scrupoli. Un fenomeno di cui sono piene le pagine delle Relazioni anticrimine, delle Relazioni sulla politica dell’informazione per la sicurezza, e chi più ne ha più ne metta”.

“Era il marzo di ben tre anni fa quando, dopo l’ennesimo scempio compiuto con una delle tante manifestazioni per Alfredo Cospito e i ‘soliti’ feriti tra i poliziotti, urlavamo il nostro sdegno per l’infamia di delinquenti che si accaniscono contro chi svolge il proprio lavoro rappresentando lo Stato che loro vogliono sovvertire. Criminali che non esitano a scatenare la propria violenza, che spesso vengono sottovalutati”, l’allusione è al mainstream culturale che arriva anche a coccolare chi rappresenta queste minacce, “e contro cui non di rado nelle strade abbiamo armi spuntate”: se un agente reagisce ai criminali – che tra l’altro spesso li attaccano per quello che rappresentano, per la divisa – e tira fuori la pistola, sa che avrà la vita rovinata, basti pensare che perfino l’uso del taser è stato bloccato da varie amministrazioni cittadine, tra le quali Milano. Non gli resterà che colpire i delinquenti con mazzi di fiori…

Continua la lettera: “Oggi questa inchiesta da cui emergono dettagli estremamente inquietanti, progetti di futuri attentati per ‘costringere un po’ lo Stato a fare i conti…’ e non ultimo il desiderio di reperire nuove leve, ad esempio fra i pro-pal, impongono ancora una volta la stessa riflessione: serve tolleranza zero contro qualsivoglia attività che possa anche solo minimamente tangere l’area anarco-insurrezionalista e gli esaltati che ne fanno parte e si mescolano di continuo a realtà che potrebbero apparire innocue”. La polizia quindi conferma l’esistenza nei fatti di una saldatura tra antagonismo anarco-insurrezionalista e antagonismo pro-pal, un fenomeno che sta pericolosamente camminando nelle nostre strade, collaterale a un certo mondo della sinistra antagonista che a sua volta è sottovalutato, anzi coccolato, da alcuni segmenti della sinistra istituzionale.

Questa è una lettera impietosa, la fotografia delle urgenze, della realtà; e soprattutto tre parole indicano un indirizzo, serve tolleranza zero, questa parolaccia parafascista. È il metodo con cui Rudy Giuliani ripulì New York e le restituì grandezza. Il problema degli italiani è descritto bene dal segretario del sindacato di polizia: l’allarme anarco insurrezionalista è reale e si sta saldando con l’antagonismo pro-pal, la polizia è spesso sbertucciata e abbandonata con le armi spuntate, e serve un’impostazione esattamente opposta, cioè la tolleranza zero. Parole da mandare a memoria.


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