Sì dell’Europa ai rimpatri, crisi di nervi della Salis

· 17 Giugno 2026


Cari ascoltatori, il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le nuove norme sui rimpatri dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione europea: cioè via libera ai rimpatri sistematici dei migranti irregolari. Il regolamento è stato approvato con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni: il Partito popolare europeo si è ricordato di non essere la stampella della sinistra, e così ha votato compattamente con le altre forze di centrodestra questa norma che, come ha detto la premier Giorgia Meloni, rappresenta un successo dell’ottica italiana, del modello italiano che ha sempre fatto dei rimpatri degli irregolari il baricentro della propria azione.

Sicuramente, come ha sottolineato Matteo Salvini, è anche da un punto di vista culturale una vittoria della Lega, che è stata la prima a fare della difesa dei confini nazionali, e quindi a respingere chi non ha diritto a entrare, un argomento politico centrale, senza complessi: tant’è che Salvini ha anche dovuto affrontare un farlocchissimo processo con l’accusa di sequestro di persona. È una vittoria di tutti coloro che credono che gli Stati nazione e i loro confini abbiano ancora un senso, che la clandestinità, cioè non avere diritto a stare in un determinato luogo, sia ancora un reato, che i Paesi abbiano diritto di non subire un immigrazionismo ideologico di massa, che è cosa diversa da una fisiologica immigrazione.

La ciliegina sulla torta, che conferma la positività della notizia, è la crisi di nervi che hanno avuto gli aedi dell’immigrazionismo, davanti a tutti Ilaria Salis, diventata europarlamentare per Avs soprattutto per sfuggire alla giustizia ungherese. La Salis, davanti a questa decisione sovrana e democratica dell’Europarlamento, ha tuonato postando la foto dei parlamentari di centrodestra che applaudono il provvedimento: “Che orrore, i fascisti che festeggiano l’approvazione del regolamento sui rimpatri al Parlamento europeo al grido di ‘send them back’”, cioè rimandiamoli a casa loro. “La miseria umana di una certa parte politica sembra non avere fondo, esultare per la deportazione di persone innocenti”, e qui occhio all’uso della parola ‘deportazione’: è sinonimo di rimpatrio, anche forzato se qualcuno non ha voglia di tornare nel suo Paese, non nel senso di trasferimento di massa in qualche immaginario campo di concentramento, turba semantica-ideologica dell’onorevole Salis.

E ancora: “Gioire non perché la vita di qualcuno migliora, ma perché quella di qualcun altro peggiora”, ma non è che peggiora, è che si riconduce la condizione di irregolare all’ambito cui appartiene, cioè quello dell’illecito. “È questa la loro idea di società, ed è proprio così che il fascismo, con la complicità di molti sedicenti liberali, si insinua nelle istituzioni democratiche”: e ci risiamo con il fascismo, il fascismo eterno teorizzato da Umberto Eco che tutti i suoi nipotini fino a Ilaria Salis si sono bevuti, uno spettro che viene fatto ricomparire appena viene presa una decisione, per esempio sull’immigrazione, che non rientra nell’abbecedario politicamente corretto.

“Oggi nel mirino ci sono soprattutto le persone migranti razzializzate”: che cosa vorrà dire razzializzate, nella neolingua woke? Forse una sorta di tesi per cui si fa dell’ipotetica razza di queste persone l’oggetto del contendere: ovviamente non è vero, il punto è la loro condizione di irregolari, sono quelli come la Salis a razzializzarle, strumentalizzandole per tornaconto ideologico. “Il capro espiatorio per eccellenza”, continua la Salis, “della becera propaganda delle destre. Ma domani, continuando di questo passo, toccherà a sempre più persone, nessuno può dirsi davvero al sicuro dal fascismo ritornante”. Capite che una simile crisi di nervi – che assembla una tale collezione di luoghi comuni dell’ideologia più trita, che dà dei fascisti a tutti i parlamentari, inclusi quelli del Partito popolare che reputano che l’Europa non per forza un continente soggetto a priori a un’invasione – è il segno inoppugnabile che oggi è un’ottima giornata.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *





Ti Potrebbe Interessare


Radio Libertà

Background