Toh, i sabotaggi alle ferrovie erano veri: lorsignori chiedano scusa a Salvini
Giovanni Sallusti · 17 Giugno 2026
Cari ascoltatori, questa mattina facciamo un esercizio di rassegna stampa postdatata. Ci riferiamo al periodo a cavallo tra il 2024 e il 2025: il fronte del campo largo era molto loquace ed esternava parecchio sui presunti “guasti”, o venduti come tali, sulla linea ferroviaria dell’alta velocità, facendone anche un tema di polemica parlamentare. Per esempio Elly Schlein la buttava sull’intelligente ironia: “Volete forse accusare le opposizioni anche di questi guasti, o magari le famiglie arcobaleno, gli intellettuali, Peppa pig?”, con grandi risate e strizzate d’occhio ai banchi piddini. Antonio Iaria del Movimento 5 stelle invece si stracciava le vesti in Parlamento riferendosi a Matteo Salvini: “Sono sconvolto che un ministro parli di complotti”; mentre svettava Matteo Renzi in polemica diretta con il ministro, “con lei i treni partono in anticipo e arrivano in ritardo, le chiedo se è riuscito a trovare il colpevole e se si ritiene incapace o sfortunato”. Lo ha superato solo Angelo Bonelli, la metà verde della mela rossoverde Avs, il quale prima di tutto, essendo notoriamente affetto da espostite, ha presentato un esposto in Procura (forse è l’uomo che intasa più i tribunali in tutta Italia), e poi è intervenuto in Aula: “Lei sta raccontando su tutte le televisioni che ci sono dei sabotatori in giro per l’Italia, ma questo è un messaggio da irresponsabili per fuggire dalle sue responsabilità”.
Insomma, con varie sintassi dai banchi di sinistra si ironizzava e ci si scandalizzava sulle ipotesi di sabotaggi. E invece, 17 mesi dopo, un’operazione della Digos ha fatto scattare le manette per sette attivisti di una cellula anarchica, accusati di una serie di attentati all’Alta velocità, tra cui quelli che erano oggetto dei frizzi e lazzi del centro sinistra: per esempio l’attentato del 14 febbraio alla linea dell’alta velocità fra Roma e Firenze, e tutta una serie di operazioni inserite nella strategia per alzare la tensione sul caso Cospito, l’anarchico detenuto al 41-bis per attacco alla linea ferroviaria tra Pesaro e Bologna e sabotaggi ad Ancona e a Firenze. Cioè esattamente quello che in quei giorni ventilava il ministro Salvini, che evidentemente aveva delle informazioni, non è che volesse suicidarsi nel dibattito pubblico.
Quindi non era irresponsabile ipotizzare sabotaggi, non c’era da scandalizzarsi: dopo l’indagine della Digos possiamo dire che tutti costoro che ironizzavano o strumentalizzavano i fatti avevano torto e chi parlava di sabotaggi anarco-insurrezionalisti, in primis il ministro con la delega in questione, aveva ragione. E visto che allora la moda principale dell’opposizione era chiudere le intemerate con le richieste di scuse da parte del ministro Salvini o del governo, ora tutti costoro e tutto il mainstream politico-editoriale che è andato a ruota sollazzandosi e ridacchiando, dovrebbero prendere quelle loro richieste, rigirarsele allo specchio e chiedere loro scusa a lui.