Largo ai giovani: se vince Elly, governa Prodi!

· 15 Giugno 2026


Cari ascoltatori, c’è un aspetto interessante nella “Festa delle idee” di Repubblica che ha festeggiato i 50 anni dalla fondazione. Alla celebrazione del giornale-partito – che da propagatore delle tesi del Pd è diventato quello che dà le carte e il Pd la sua ancella – si è visto con chiarezza che cosa succederebbe se (facciamo scongiuri infiniti) alle prossime elezioni vincesse il campo largo dei tassatori-distributori di mance, che più che largo è ultrasinistro: succederebbe che governerebbe Romano Prodi. Ci sono stati due eventi: il primo è l’intervistona a lui che ha pontificato e dato le ricette sull’universo mondo e soprattutt a Elly Schlein su come si fa a tenere insieme la sua coalizione.

Subito dopo è seguita l’intervista della segretaria con il direttore della testata Mario Orfeo, che però da evento di cartello è diventato un collaterale, perché era chiaro che dietro a Elly è Prodi l’eminenza grigia-anima nera-burattinaio-referente ultimo. Al netto dei consigli ricevuti dal suo mentore, quando ci deve mettere del suo Elly va sui grandi classici, parla dell’antifascismo, è intervenuta sulla questione della fiera Più libri più liberi, primo caso di fiera ossimorica in cui sei meno libero se non firmi il patentino antifascista, e ha detto genericità varie su Vannacci.

L’ombra di Prodi aleggiava, e infatti alla domanda “che cosa vi siete detti con Prodi?” Elly ha risposto: “Tante cose, abbiamo parlato molto di politica industriale, perché la prima questione è questa”. E qui sta lo spartiacque tra il centrodestra e il campo largo-sinistro, perché se si parla di politica industriale con Prodi è chiaro che visione ne esce: l’eterna convinzione che sia lo Stato a determinare come va l’economia, a costruire a tavolino il teorema per un presunto benessere dei cittadini; e che lo Stato debba entrare pesantemente nel mercato, nella dinamica di domanda e offerta, cioè immancabilmente nei portafogli dei contribuenti.

E Elly? Lei prende appunti di politica industriale dall’ex capo del carrozzone Iri, ex capo dei governi di centrosinistra che non si sono segnalati per brillantezza quanto a politiche pro-impresa, ma sicuramente per politiche pro finanza globale sì: tant’è che Elly ha detto “ci sono tanti fondi che hanno investimenti all’estero, come riportarli in Italia?” Dei liberisti come noi non sono preoccupati per i fondi esteri, ma per la condizione dell’imprenditore italiano, dell’artigiano italiano, della partita Iva italiana, insomma la famosa economia reale che sparisce completamente sia dalla chiacchierata con Prodi sia dalla chiacchierata con la sua propaggine Elly Schlein. Elly ha anche assicurato che la coalizione è salda perché loro hanno unito il centrosinistra (in una sit-com partirebbero le risate fuori campo), supercazzola rabberciata, perché la realtà è che non passa giorno senza che un pezzettino riformista si stacchi dal Pd, dalla grande casa pro-pal/arcobaleno schleiniana. Lo stesso Giuseppe Conte al momento mette in discussione perfino l’esistenza di un’alleanza.

Quel che resta è la fotografia di Prodi in cattedra e Elly al banco che prende appunti di politica industriale e si scrive la ricetta per governare se vincesse le elezioni, tutta roba da anni Novanta. Ma la foto è quella, se vinceranno lorsignori governerà Romano Prodi, traetene voi le conclusioni…


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