La ‘vera destra’ vota 6 volte con la sinistra: il mondo al contrario di Vannacci

· 11 Giugno 2026


Cari ascoltatori, è vero che noi di questa radio siamo delle anime semplici, che si calano nella realtà elementare, però fino al principio di non contraddizione ci arriviamo, ed è un ammennicolo non secondario nei fondamenti della logica, della razionalità. Ragion per cui pensiamo che se un leader politico, o aspirante tale, va in un salotto televisivo e ripete di incarnare la vera destra (al netto che i criteri da cui tirare una riga andrebbero capiti) e quindi fa una sorta di autocertificazione da esibire nei tinelli radical chic dove è sempre più benvoluto, secondo il più banale buon senso se poi vota in Parlamento come la sinistra o porta acqua ai piani politici della sinistra, diventa difficile credergli. Sarà ovvio, ma a quanto pare non è scontato.

Ci riferiamo a una delle tante cagnare scatenate oggi in Parlamento, dopo che Giorgia Meloni ha riferito le posizioni del governo in vista del Consiglio europeo. C’è stata l’ignobile uscita sessista del deputato M5s Francesco Silvestri contro la premier (pensate fosse accaduto a parti invertite: tutti in ginocchio contro il patriarcato!) su cui non perderemo parole, e poi lo psicodrama sulla ‘vera destra’ di Vannacci, frase molto sostenuta anche dai suoi parlamentari. Qui è davvero difficile non dare ragione a un’osservazione semplice semplice della premier, che al gruppo di Futuro Nazionale ha detto: “Siete stati eletti nel centrodestra, nonostante ciò per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo insieme a Schlein, Conte, Renzi”, non esattamente un pantheon di vera destra.

“Votare contro la fiducia”, così la premier ha dovuto ricordare le basi del mestiere per chi siede in quell’Aula, “vuole dire votare per mandare a casa quel governo. Io penso che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l’interesse nazionale, quindi non mi si parli di vera destra, perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”. Non è difficile, vero? Ora, va bene il gioco mediatico, che si va nei salotti ‘nemici’ perché è utile a una certa narrazione, vanno benissimo i tatticismi del gioco politico-giornalistico, però le premesse minime bisogna ricordarle e rispettarle, tipo, appunto, che la vera destra non è mai funzionale alla sinistra.

Se abdichiamo anche a queste, salta quell’anticaglia del principio di non contraddizione cui tra l’altro crediamo sia affezionato anche il generale Vannacci, dal momento che ha dato il via alla sua vita politica prendendosela proprio con il ‘mondo al contrario’. Ecco, quel principio teniamocelo caro, non ribaltiamo pure quello, e ripetiamo insieme quell’azzardata frase, la vera destra non è mai funzionale alla sinistra: così la logica elementare vince.


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