Ci risiamo: preso in Brianza aspirante martire dell’Isis!

· 1 Giugno 2026


Cari ascoltatori, le anime belle continuano a dar lezione in tivù – per esempio uno intelligente come Piero Sansonetti – sul fatto che non c’è alcun rischio terrorismo islamico in Italia e nemmeno alcun segnale di cronaca: per loro non contano i recenti fatti di Modena, di Reggio Emilia, di Firenze, e nemmeno la sospetta rete di moschee milanesi eterodirette dalla teocrazia iraniana. Per loro sono tutte allucinazioni. Ebbene, oggi la cronaca aggiunge un altro fatto: Zakaria Ben Haddi, 21enne italiano di origini marocchine, residente a Vimercate, in Brianza, è stato fermato su richiesta della Procura di Milano con l’ipotesi di reato di terrorismo internazionale per diversi post in cui inneggiava al martirio. Altro che disagio psichico: il martirio.

Nel provvedimento del pm si sottolinea questa sua disponibilità al martirio, la celebrazione di attentati terroristici compiuti dall’Isis a danno dei cristiani – più in generale contro l’Occidente – e l’esaltazione del tragico evento di Modena dello scorso 15 maggio. Ma non s’era detto a gran voce che non c’entrava nulla il gesto di Salim El Koudri con la matrice islamista? Ha soltanto tentato di fare una “car jihad”, poi è sceso dall’auto e ha provato a realizzare la politica dei ‘mille tagli’ dell’Isis: eppure bisogna dire che era semplicemente un pazzo.

Ben Haddi si considerava direttamente un sicario dell’Isis, a seguito di un percorso di indottrinamento e radicalizzazione via web. E infatti, sottolinea il pm, pubblicava “in maniera costante video di propaganda riconducibili alla galassia jihadista, in particolare all’organizzazione nota come Stato islamico, e al primo califfo, Abu Bakr al-Baghdadi”: cioè colui che, insieme con Osama Bin Laden, è pantheon di ogni aspirante terrorista. I vari video e post inneggianti al martirio fanno ritenere “verosimile una sua immediata ed estemporanea attivazione”. Quindi non si tratta di allucinazioni, c’è davvero una recrudescenza del rischio terrorismo islamico anche in Italia, in parallelo con lo scontro di civiltà su scala mediorientale e globale. Insomma: siamo sempre nell’ambito della diagnosi di Oriana Fallaci, scritta 25 anni fa. Il fatto che questa “immediata attivazione” potesse essere “estemporanea” è anche più inquietante, perché è la prova che questo singolo soggetto è stato arruolato – o perlomeno si era autocandidato – nel network dell’Isis.

Questa rete prevede un ‘pacchetto’ ormai consolidato, con le classiche parole d’ordine contro l’Occidente e composto da istruzioni concrete per realizzare attentati: anche un singolo soggetto, se fortemente motivato, con questo kit può realizzare un attentato nella placida Brianza. Che il rischio fosse davvero immediato è stato dimostrato dal ritrovamento, durante la perquisizione, di un biglietto aereo per il Marocco datato il prossimo 9 giugno. Il che significa che Ben Haddi aveva in mente di realizzare qualcosa di non esattamente ghandiano nel giro di una settimana; per di più progettandolo in Brianza, terra che ha già visto arresti e perquisizioni in indagini su cellule dormienti e lupi solitari vari.

Tutto questo è indice del fatto che, nonostante le anime belle si affannino a edulcorare e relativizzare questi episodi, ogni giorno la realtà – fuori dalla bolla di lorsignori – mostra che questo rischio è concreto, anzi, può assumere vesti “immediate ed estemporanee”, sempre più difficili da controllare. Una situazione che richiede di tenere una guardia sempre più alta.


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