La Ue al collasso “si riserva” di togliere il patto di stabilità. Sbrigatevi!

· 21 Maggio 2026


Cari ascoltatori, ormai le evidenze ci costringono a una domanda: che diavolo di tempi di reazione e di valutazione, che vita politica hanno a Bruxelles? Ci riferiamo alle previsioni economiche di primavera dell’Unione europea pubblicate dalla Commissione, in cui è stata rivista al ribasso la crescita del Pil dell’Eurozona, che cala a 0,9% nel 2026 e a 1,2 nel 2027 rispetto agli originari 1,2 e 1,4.

Insomma, già eravamo inchiodati a un miglioramento in bilico sulla stasi, ora stiamo regredendo verso la stagnazione. L’esecutivo Ue si aspetta che l’inflazione raggiunga il 3% nel 2026 rispetto alle previsioni autunnali dell’1,9. A giudizio di lorsignori, l’indebolimento dell’attività economica, si legge in una nota, “si deve principalmente al conflitto in Medio Oriente e all’innesco di un nuovo shock energetico che riaccende l’inflazione e scuote il sentimento economico, come spiega l’esecutivo Ue” e noi aggiungiamo ‘con sprezzo del ridicolo’: bastava chiedere al barista sotto casa e avrebbe detto la stessa cosa, per quanto è evidente. Ma non per lorsignori, che avranno impiegato cervelloni e giorni interi per arrivare a questa inattesa conclusione.

Dopo una diagnosi così facile arrivata con tempi elefantiaci, ci saremmo aspettati almeno il rapido innesco di una serie di macro provvedimenti, tra cui il principale è la rinuncia alla follia contabile, e logica e anche geopolitica del Patto di stabilità. Invece ci fanno sapere che la Commissione “sta esaminando la possibilità di attivare la clausola di salvaguardia nazionale”. Ci hanno messo mesi per vedere l’evidenza, e adesso si riservano di esaminare l’ipotesi, dato questo quadro sorprendente, di addirittura sospendere il Patto di stabilità, che è un’altra evidenza.

A presentare questo bel quadro è stato il mitologico commissario all’Economia Valdis Dombrovskis, il quale ha spiegato che “la Commissione europea valuta attentamente la proposta italiana di derogare al patto di stabilità”. Come sapete, la premier Meloni ha inviato una lettera con cui ha provato a scuotere lorsignori, a spostarli dall’universo parallelo di Bruxelles a quello della realtà: e loro, già con il piede sul freno, stanno “valutando attentamente” e “si riservano di esaminare”. Molti, anche giornali, opinionisti, politici di centrodestra hanno registrato positivamente queste notizie: sicuramente i numeri hanno scalfito il dogmatismo acritico e acefalo dell’eurocrazia, ma adesso bisogna anche abbandonarne i tempi eterni e tornare alla fisica terrestre, perché siamo in un’emergenza storica. È il momento di prendere decisioni politiche e pratiche che conseguano a questa, speriamo non apparente, rinuncia al dogmatismo: gli organi Ue inneschino processi e li guidino subito, rinuncino anche alla loro passione per la lentezza, si diano una svegliata.


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