A Firenze beccato tunisino 15enne “arruolato nell’isis”. È matto anche questo?!
Giovanni Sallusti · 20 Maggio 2026
Cari ascoltatori, delle due l’una: o sta dilagando un’epidemia di ‘malattia mentale’ che arriva a colpire anche i giovanissimi, oppure qualcosa non torna. È notizia di oggi che a Firenze è stato fermato un quindicenne tunisino per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale: si stava relazionando con pagine social di personaggi chiaramente riconducibili all’Isis, il principale cartello del terrore islamista globale. Questo ragazzo, che comunque gli inquirenti hanno giudicato seriamente minaccioso, si trova in Italia da circa tre anni. Già nello scorso mese di ottobre, per lo stesso reato, come misura cautelare era stato collocato in una comunità, ora su disposizione del tribunale dei minori è stato affidato in custodia in un istituto penale minorile.
È accaduto infatti che, appena uscito dalla precedente comunità, gli investigatori avevano notato che, attraverso nuovi profili social, associati a una nuova utenza intestata a lui, il giovanissimo aveva subito iniziato a interagire con i suoi interlocutori preferiti: non influencer sportivi o pagine di moda, ma account social in uso a soggetti affiliati all’Isis. Le forze dell’Ordine hanno monitorato questa attività per mesi, per essere sicuri che questa interazione fosse sistematica. Poi, su richiesta della Digos di Firenze, il procuratore della Repubblica del tribunale dei minori ha emesso un nuovo decreto di perquisizione, da cui sono emersi scenari inquietanti: in alcuni messaggi questo tunisino si dichiarava “pronto ad agire”, e possiamo immaginare che cosa volesse dire, tanto che riceveva istruzioni dal suo interlocutore sulla tipologia di luogo da scegliere, l’azione più adeguata, e si dimostrava interessato alla ricerca di armi adatte per eseguire queste consegne.
Il gip ha ritenuto che il minore fosse un soggetto capace di commettere atti gravissimi, anche terroristici, ma (sicuramente non apposta, eh) questa notizia non la trovate con il risalto che sarebbe dovuto, anzi sui siti non si vede per niente; e scommettiamo che domani non la troverete con il dovuto rilievo sui giornaloni. Eppure, che un quindicenne in Italia riceveva istruzioni dettagliate da esponenti dell’Isis per fare attentati nel nostro Paese, possiamo considerarla una notizia importante?
A questo punto diventa un po’ difficile ignorare che un’emergenza di questo tipo esiste, che il nostro Paese non vive in un iperuranio scollegato dalla storia: e la storia oggi ci dice che la minaccia islamista-terrorista non solo non è tramontata, ma vive una nuova stagione, legata a un arruolamento pulviscolare, anche estemporaneo, che fa leva magari su disagi, rancori, marginalità (vedi il caso di Modena), e su un’affiliazione anche ideologica di giovanissimi, come è il caso di questo 15enne tunisino. Quindi, care anime belle, la notizia che arriva da Firenze dice che le vostre categorie benaltriste, giustificazioniste, sminuenti, non reggono neanche alla prova della cronaca, figurarsi a quella della storia.