“Islam incompatibile con noi”: c’è un vescovo lucido!
Giovanni Sallusti · 20 Maggio 2026
Cari ascoltatori, stamattina ci siamo imbattuti nelle parole di un uomo di chiesa senza complessi, di un cristiano nel senso pieno come lo intendeva Joseph Ratzinger, uno dei più grandi teologi a cavallo dei due secoli nonché Papa Benedetto XVI: il cristiano che dà scandalo rispetto allo spirito del tempo, alle mode, al luogo comune. Quello spirito del tempo in cui invece pare immerso un altro uomo di Chiesa, il vescovo di Modena, che, a proposito dell’attentato di Salim El Koudri nella sua città, si è premurato di intervenire in termini politico-sociologici: ha ricordato che l’attentatore è cittadino italiano, quindi non ha problemi di permesso di soggiorno, poi ha fatto riferimento al tema generalissimo della solitudine, e addirittura di ‘Citroen impazzita’ come se la macchina avesse investito la gente da sola, per cui il soggetto che la guidava trascolora a dettaglio.
Ebbene, dovreste leggere l’intervista di oggi sul Giornale al vescovo benedettino svizzero Marian Eleganti, uno che, al contrario del porporato emiliano, sta alla larga dalla sudditanza al luogo comune: “Ci si sforza regolarmente di tenere indenne l’Islam in generale e i musulmani in particolare, inquadrando il fatto come un disturbo psichico. Ma non si può escludere che entrino in gioco entrambi: fanatismo islamico, disturbo psichico e frustrazioni personali”. Eleganti va a stanare l’essenza del network del terrore, che non è più quello stratificato e strutturato di Al Qaeda, o quello del primo Isis che era addirittura uno Stato, ma agisce come una rete pulviscolare di suggestioni, come catalizzatore di frustrazioni e di rancori personali come quelli di El Koudri. Il network del terrore fornisce a questi soggetti un kit di attrezzi per sfogare il loro odio.
Eleganti poi si fa una domanda: “Perché i cristiani non commettono atti terroristici del genere? A quanto pare la loro religione offre un potenziale di resilienza individuale e di immunità ben maggiore di fronte a tali atti di violenza. Benedetto XVI aveva assolutamente ragione quando diagnosticò che l’Islam ha un problema nel suo rapporto con la violenza, è un fatto evidente”. Questo è un coraggioso rimando al discorso di Ratisbona, forse l’ultimo grande momento di autocoscienza occidentale, in cui Ratzinger ricordava il detto di Manuele II Paleologo secondo cui Maometto aveva diffuso la fede per mezzo della spada, per cui alla base dell’Islam c’è un dichiarato, stretto rapporto con la violenza.
Alla domanda “Lei crede che l’Italia sia immune dalla radicalizzazione islamica?” il vescovo risponde: “Nessun Paese europeo è immune, ma non si tratta solo di questo: ritengo che l’Islam sia incompatibile con la nostra concezione della società e dello Stato, plasmata dal Cristianesimo”, perché l’occidente è stato plasmato anche dal Cristianesimo, il diritto individuale si fonda soprattutto sulla nozione cristiana di persona, la laicità occidentale è stata dichiarata da Gesù quando disse ‘a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio’.
Altra domanda: “Per alcuni suoi confratelli, cioè il vescovo di Modena, all’origine di questa stessa dichiarazione di simile tragedie c’è la solitudine, hanno ragione?” Risposta: “Si tratta di dichiarazioni politiche in linea con lo spirito del tempo, nonché di tentativi di immunizzarsi dalla dura realtà, che non ci risparmierà e ci darà una lezione non appena l’Islam avrà il controllo e diventerà maggioritario: allora i cosiddetti miscredenti, ovvero i non musulmani, non se la passeranno bene. Tali dichiarazioni da buoni samaritani, come quelle del vescovo di Modena, vengono fatte per non mettere a repentaglio, almeno a livello semantico, una convivenza pacifica tra le religioni. A mio avviso sono una forma di negazione della realtà”.
Come diceva il filosofo conservatore Roger Scruton, i progressisti, e soprattutto i catto-progressisti, negano la realtà ogni volta in cui si manifesta il nesso fra islamismo e violenza, fra attentati in città occidentali, anche italiane, e le suggestioni del terrore islamico. Per fortuna ancora esistono uomini di chiesa come Monsignor Eleganti.