Rieccoli! Con l’hantavirus tornano i tifosi del lockdown

· 12 Maggio 2026


Cari ascoltatori, la rassegna stampa di stamane ci ha fatto girare la testa, è una specie di cortocircuito spazio-temporale in cui il tempo va e ritorna, come credevano nell’antichità: ci è sembrato di rivedere la rassegna stampa del marzo 2020, quando lo spettro della pandemia dominava su tutto. Ecco, sta succedendo di nuovo, al punto da emarginare quisquilie come l’imminente incontro tra i due uomini più potenti della terra, la sconvolgente storia di Garlasco, che ha spaesato chiunque tenga allo Stato di diritto, la guerra in Iran: tutto trascolora a dettaglio, è sempre e comunque marzo 2020.

Corriere della sera, titolone di prima pagina: “Virus, la catena dei contagi”. Già il lessico trasmette inquietudine, lo spettro di un’emergenza che al momento non c’è. “Crescono i casi positivi, grave una donna francese, due italiane in quarantena”: totale tre, e questa sarebbe una pandemia? Poi compare un altro spettro mainstream, quello di Trump, che sta bene su tutto: “I controlli dopo lo sbarco dei croceristi. La Casa Bianca, più difficile da contrarre rispetto al Covid”. La Casa Bianca ha detto una ovvietà ripetuta anche dai nostri specialisti, ma intanto si comincia ad associare le due cose.

E infatti arriva Repubblica: “Ecco il piano per l’Italia”, dando per assodato che ci troviamo già in una condizione di eccezione. “Positivi altri due passeggeri della nave focolaio. Trump: la diffusione non è facile”, sottintendendo che Trump non ammette ancora l’emergenza, che però non c’è. La circolare del Ministero, “quarantena fiduciaria di 6 settimane per contatti stretti”, e le guide con i provvedimenti e i divieti che fioccano ovunque, mandano in sollucchero le firme del giornalismo.

Sul Quotidiano nazionale, “Due italiani in quarantena, le misure contro l’hantavirus. Rischio basso ma cautela, contagiati in isolamento per 6 settimane. La nave Hondius sbarca tutti alle Canarie e si dirige in Olanda. Il professor Vaia: il vaccino non serve”, ed ecco che fa capolino il problema del vaccino. Lo stesso Giornale apre con “Contagi e vaccini: torna la paura”. Potremmo provare a trattare questa notizia con razionalità, visto gli italiani in quarantena sono due? Infatti poi nel sommario si riporta che il ministro Schillaci ha rassicurato: “In Italia nessun pericolo”.

Un altro ritorno è quello delle virostar, i virologi ad alto impatto mediatico che stanno già dando istruzioni su come vivere le nostre giornate, che cosa fare -Matteo Bassetti e Roberto Burioni sono i due più attivi – e tutti guardano male l’amministrazione Trump, che sminuisce, anzi alcuni lo tacciano già di negazionismo.

Ecco, a tutti a costoro vorremmo ricordare che allo scoppio della pandemia Covid-19 l’amministrazione Trump, al primo mandato, approvò il maxipiano Warp speed, un mega-programma di investimento federale nella ricerca per oltre 10 miliardi di dollari. Fu un’irruzione della mano pubblica a favore del settore ricerca in una situazione di emergenza, e consentì la produzione in tempo record dei vaccini Pfizer e Moderna: che abbiamo quindi ottenuto grazie al capitalismo nordamericano spinto dall’allora amministrazione Trump. Piuttosto, a edulcorare, sminuire e insabbiare il Covid fu il regime comunista cinese. L’amministrazione Trump inoltre non fece precipitare la più grande democrazia del mondo nella follia del lockdown ideologico: ecco il tassello che manca a lorsignori grandi penne, ai giornaloni che oggi titolano sull’emergenza virus per due italiani in quarantena. Per questo sì che ci è tornata la paura, non per il virus, ma per l’ideologia del lockdown, che è un virus peggiore.


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