Quei bravi ragazzi di Aska: “Negri baluba, come i cani”

· 30 Aprile 2026


Cari ascoltatori, e adesso con chi staranno le anime belle, i radical, i salotti dei buoni nelle ztl? Staranno con i puri compagni di Askatasuna o con i negri baluba? Perché si è scoperto che i compagni parlano proprio così. La notizia stupefacente è pubblicata stamane su La Verità: si trova nelle motivazioni della sentenza con cui il 31 marzo 2025, a Torino, 21 imputati del centro sociale sono stati assolti dall’accusa di associazione a delinquere e 18 sono stati condannati per reati di altra natura, tra cui Giorgio Rossetto, uno dei capi storici del centro.

Al di là della questione giudiziaria, è lo spaccato linguistico e valoriale a far saltare il banco e mandare tanti saluti al manicheissimo alfabeto progressista, un pantheon che ha imposto una netta linea di demarcazione tra i cattivi, cioè le destre nelle loro varie articolazioni, e i buoni, cioè loro più i galantuomini dei centri sociali e i migranti a prescindere, regolari o irregolari – che lavorino o che delinquano non fa differenza. Il fatto è che La Verità riporta i testi delle intercettazioni incluse nelle motivazioni, e davvero non sappiamo come, dopo oggi, faranno a tirare avanti questa narrazione.

La storia più clamorosa è quella di una famiglia di stranieri che era ospitata nello spazio Neruda: davano evidentemente problemi, lui spacciava e gli antagonisti alla fine lo hanno menato sonoramente e cacciato dallo spazio. Le intercettazioni riportano che chiamavano queste persone “negri”, “negroni”, “baluba”. In una conversazione intercettata due dei capetti antagonisti, i fratelli Raviola, si pongono un problema pedagogico sull’educazione di un bambino straniero e ipotizzano di prendere “un bel negretto sano, già fatto e finito, già svezzato, da allevare come un bianco”, una cosa che non uscirebbe di bocca nemmeno a un suprematista dell’Alabama. “Al massimo spendi un po’ di più a fargli un po’ di imprinting per cacciare via i complessi”, e concludono “come i cani, sempre meglio prenderli educati da adulti, che un cucciolo dovresti spaccarlo”.

Ecco, questo è il vero confine fra finzione e realtà. In un’altra intercettazione parlano Rossetto e un altro militante: “Bisogna fare selezione, ci vuole un minimo di preparazione per ospitare della gente, se non hanno un minimo anche di preparazione, se non sai chi è Malcom X”… la loro preoccupazione è questa, Malcom X, e che l’ospitato sia “un nigeriano dignitoso”.

Vi rimandiamo alla lettura integrale dell’articolo su La Verità di oggi, un manuale di quanto siano farlocchi i soavi bozzetti che trovate sui giornaloni sempre accucciati ai piedi degli antagonisti. I quali antagonisti fra l’altro hanno annunciato un weekend di durissima lotta, addirittura per riprendersi gli ex locali Askatasuna con la forza.

Cari editorialisti e influencer a fronte buonista unificato, non potete sfuggire a questa domanda: con chi state ora? Con i compagni di Askatasuna o con i negroni baluba? Capite quanto è ubriaca la vostra narrazione?


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