Guerre, crisi, eurofollie, sparito tutto: per lorsignori la Minetti è la fine del mondo

· 29 Aprile 2026


Cari ascoltatori, nei fiumi di pagine dedicate all’imprescindibile affaire Minetti l’unico articolo che val la pena leggere è l’editoriale di Daniele Capezzone sul Tempo, unico ad affrontare il caso Minetti collegandolo a un contesto che continua a esistere. Capezzone mette il dito in una piaga cronica del dibattito italico, la notevole capacità del mainstream intellettual-mediatico progressista di imporre la propria agenda anche a chi è al di fuori di quel mainstream. Per cui da 48 ore è pacifico a tutti che il tema dei temi in questo aprile 2026 è il caso Minetti.

Avete presente che cosa sta succedendo nel mondo? Siamo nel mezzo di incendi bellici, energetici, geopolitici che hanno ricadute sulle nostre vite quotidiane, ma tutto trascolora a dettaglio perché il punto centrale delle nostre giornate è l’affaire Minetti. Eppure di cose ne sono accadute, e Capezzone le mette in fila: per esempio l’aggravamento della cagnara ideologica del taroccatissimo 25 aprile, una festa della liberazione al punto di non ritorno, al delirio del non-senso, dopo che gli ebrei sono stati cacciati dal corteo che celebra la sconfitta del nazifascismo al grido “siete solo saponette mancate”. Dovremmo fare una riflessione su questa ricorrenza ribaltata e sulla sinistra che pretende di averne il monopolio.

Poi è successo che hanno tentato per la terza volta di uccidere il presidente degli Stati Uniti, un fatterello che il mainstream ha archiviato in mezz’ora come colpa di Trump e delle sue posizioni politiche, che non essendo gradite a lorsignori ‘generano odio’. Sembra una caricatura, invece è proprio il dibattito.

Accade poi che, ormai per reiterazione meccanica, continua la folle ostinazione degli euro-fondamentalisti che – mentre nello sconvolgimento globale l’Europa si rivela vaso di coccio tra vasi di ferro – ripetono, per voce del commissario Valdis Dombrovskis, che quel che conta è immaginare procedure di infrazione più veloci e sanzioni più efficaci. La follia dell’eurosoviet ha anch’essa ricadute sulle nostre vite e sulle nostre prospettive, ma viene fatta passare come cosa normale, anzi doverosa. Eppure conta solo l’affaire Minetti.

Ora intendiamoci, il caso Minetti ha elementi di notizia inquietanti, però va detto che non solo non è il tema dei temi, ma viene trattato in modo un filo strumentale, perché lo si vuole schiaffare tutto addosso al governo, nella fattispecie al ministro Nordio (ormai chiedere le dimissioni di Nordio è uno sport, un segnale di riconoscimento fra lorsignori). In realtà ci sarebbero altri due livelli della questione, non proprio irrilevanti. Il primo è il livello dei magistrati che hanno fatto gli accertamenti trasmessi al Ministero, su cui poi il Quirinale ha concesso la grazia a Nicole Minetti, che era stata condannata per induzione alla prostituzione e peculato: una grazia concessa in virtù di questioni relative a un figlio adottivo che avrebbe gravi problemi di salute.

Un’inchiesta del Fatto Quotidiano indicherebbe che i genitori di questo bambino in Uruguay non sono morti come si sosteneva, che ci sarebbe una causa sull’affidamento, e che forse il bambino non ha problemi di salute. Ora verranno fatte le verifiche, ma la procuratrice generale di Milano ha già detto “forse sul caso siamo stati diligenti ma non perspicaci”, e sono loro gli addetti al reperimento e alla valutazione delle informazioni.

Poi c’è un altro livello, il piano del Quirinale. Poiché nessuno si sognerebbe di ridurre Sergio Mattarella a un mero passacarte che non ha ben contezza di che cosa firma, nessuno insinuerà che il presidente non sapeva nulla e non ha svolto un ruolo attivo, che non ha dato un consenso consapevole alla grazia. Il livello del Quirinale è intoccabile, per cui tutto viene scagliato addosso al governo. Ergo l’affaire Minetti sembra sia diventato il centro del mondo per farne un uso strumentale.

Il fatto è che non è il centro del mondo: noi continuiamo a giudicare più rilevante la violenza politica di sinistra, quella del 25 aprile in Italia, e a livello globale il terzo tentativo di uccidere il presidente degli Stati Uniti, per non dire della inaccettabile reiterazione della gabbia eurocratica. Per noi questi temi sono un filo più dirimenti per il nostro futuro…


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