La fasulla “vigilanza democratica” inventata il 25 aprile

· 26 Aprile 2026


In questa puntata di “Alta tiratura”, Alessandro Gnocchi analizza la Festa della Liberazione, a 81 anni da quando l’Italia venne sgombrata dalla presenza dei nazisti e cadde quello che rimaneva dal regime fascista, ovvero la Repubblica di Salò. Una festa che, invece di unire i cittadini, ogni anno diventa un’occasione per la sinistra di regolare dei conti storici, anche se in realtà non ci sarebbe più da regolare niente.

Tutte le volte parte la solita discussione su chi può andare ai cortei e chi no: quest’anno la questione è resa ancora più complicata dalla forte presenza pro-pal, con la bandiera italiana accostata a quella palestinese, alla Brigata ebraica è stato consigliato caldamente di non presentarsi, e infatti le contestazioni sono state anche più odiose. E stiamo parlando della rappresentanza di quei soldati che combatterono per liberare l’Italia sotto il simbolo della stella di David… Ma, a quanto pare, gli ebrei – perseguitati da Mussolini e sterminati da Hitler – non sono degni di partecipare alla manifestazione in quanto rappresentanti dello Stato “genocida” di Israele. Gli insulti nei loro confronti sono sempre una cosa oscena e vomitevole.

Ma qual è la chiave culturale con la quale possiamo leggere questi fatti? La prima è storica, per cui una parte politica ha provato a impadronirsi della Resistenza e della liberazione dell’Italia dai nazisti. Peccato che la narrazione tramandata dai comunisti non sia vera: quella dei partigiani, infatti, fu un’importante testimonianza, ma più morale che militare. Il nostro Paese è stato salvato dagli Alleati. Gli stessi partigiani, senza l’appoggio aereo degli inglesi, non avrebbero avuto armi materiali e non avrebbero potuto fare granché. Inoltre, non sta in piedi nemmeno il fatto che le brigate Garibaldi fossero composte da sinceri democratici: non lo erano, perché non erano anticomunisti. Anzi, lottavano proprio per portare l’Italia sotto il controllo dell’Unione Sovietica.

Se è innegabile la presenza dei partigiani comunisti, bisogna anche ricordare che in lotta c’erano altre componenti: quella più forte era composta dai militari che si erano opposti ai nazisti dal giorno dell’armistizio e che se ne andarono sulle montagne. Esistevano poi i partigiani bianchi, che erano prevalentemente cattolici e molto forti nel nord-est. Da questo punto di vista fu spregevole l’eccidio di Porzûs in cui le Brigate Garibaldi – per favorire la Jugoslavia di Tito – massacrarono la Brigata Osoppo guidata dal capitano Francesco De Gregori (parente del Francesco celebre cantautore) e che annoverava tra i suoi combattenti più giovani Guidalberto Pasolini, fratello di Pierpaolo.

C’è poi un’altra leggenda da sfatare: il mito della “vigilanza democratica”. La sinistra, per legittimare la propria appartenenza alla famiglia democratica, tiene lontani dal discorso pubblico tutti coloro che appartengono alla destra con la scusa che hanno nel dna i drammi dei regimi del passato. Ma il ragionamento non sta in piedi: come i comunisti si sono evoluti in ‘sinceri democratici’, così anche il partito del Movimento sociale – che nasce certamente dalla Repubblica di Salò – si è evoluto e ha generato una fortissima cesura con il suo passato. Insomma: screditare, delegittimare ed escludere dal dibattito tutti coloro che stanno a destra è proprio quello che noi vediamo in azione ogni 25 aprile, altro che vigilanza democratica.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *




Radio Libertà

Background