Finalmente una cosa sensata sulla Flotilla: si tromba
Giovanni Sallusti · 20 Aprile 2026
Cari ascoltatori, la vicenda della Flotilla è passata dal genere commedia all’italiana a quel sottogenere dalle nobili tradizioni che è la commedia sexy. Si tratta di un’evoluzione naturale: la Flotilla infatti partì dichiaratamente con il registro della commedia, per esempio rinviò la partenza per Gaza perché c’era brutto tempo e i selfie venivano male. Poi s’imbarcò nella traversata che avrebbe dovuto portare tonnellate di aiuti che non si sono mai visti, anzi, quando fu ispezionata ce n’erano poco o niente, fino a che gli stessi protagonisti ammisero che era tutto un cinema ideologico, un po’ di propaganda di cui Gaza era stata l’occasione.
C’è stato poi uno degli episodi più eclatanti, e smaccatamente comici, cioè il famoso contrasto che a un certo punto è emerso tra l’anima più islamista del circo flotillesco e ultra-Lgbt: chi l’avrebbe detto, quando è così evidente che i Paesi in cui la legge islamica sostituisce la legge civile sono un paradiso per gli omosessuali e meglio ancora per gli Lgbt. Eppure a sorpresa non si sono trovati bene, tant’è che i pro-Lgbt ne erano scesi in polemica: giusto un assaggio di quello che succederebbe se l’islamizzazione dei nostri Paesi, propagandata anche dai gruppi arcobaleno, prendesse piede: proprio i gruppi arcobaleno sarebbero i primi a rimetterci.
Poi c’è stata l’idea di correre in difesa del popolo cubano piagato dallo zio Sam; ma il popolo cubano deve averli avvisati che sono piagati sì, ma da decenni di regime comunista che ha diffuso solo fame e miseria, e infatti non risulta che il popolo cubano affamato li abbia accolti con squilli di tromba.
Ecco, ci siamo arrivati: il nuovo scandalo sfonda il muro del pecoreccio soft, quello della commedia sexy alla Lino Banfi. È il New York post a svelare la notizia, paragonando la Flotilla alla famosa serie americana Love Boat, quella sulla vita in una nave da crociera su cui avvenivano intrecci erotico-sentimentali. Il Post ha svelato che uno dei leader del cartello flottillesco è stato accusato di comportamento sessuale scorretto, a danno di almeno tre volontarie.
La denuncia è arrivata dal gruppo palestinese Heart for Palestine, che è stato abbastanza chiaro: “Farlo sulla barca, mentre si è diretti verso una nazione che sta subendo un genocidio, con volontari che sono sotto la tua autorità, è una chiara violazione etica e di potere”. L’indiziato sarebbe il brasiliano Thiago Ávila, uno dei massimi dirigenti flotilleschi, famoso per essersi recato al funerale di Nasrallah, il capo storico di Hezbollah, proprio da sincero liberale. Ávila ha rispedito al mittente l’accusa di comportamento sessuale scorretto, sostenendo che sarebbe tutto un equivoco: “Noi brasiliani non siamo capiti, per alcune persone è strano il modo in cui noi brasiliani ci abbracciamo, siamo molto fisici, dormiamo vicini e condividiamo le stanze”.
Vi aggiorneremo sulle prossime puntate dello scandalo sexy sulla Flotilla. Non è una cosa interessantissima in sé, sempre che non siano stati consumati reati. Ma una cosa la possiamo rilevare. Per una volta a bordo della Flotilla hanno fatto l’unica cosa sensata da quando da quando questo circo gira per i mari del globo, sventolando improbabili cause terzomondiste: quantomeno qualcuno ha trombato.
