Per i giovani Pd la Lega è “marmaglia xenofoba”: Elly, ma sei sorda?!
Giovanni Sallusti · 17 Aprile 2026
Cari ascoltatori, l’isteria antidemocratica non finisce di crescere, mano a mano che si avvicina l’inaccettabile evento Lega-Patrioti di domani a Milano in piazza Duomo: l’inaccettabile è che qualcuno voglia fare politica nelle piazze con parole d’ordine differenti da quelle che piacciono alle anime belle, ai giornaloni, agli autoproclamati ‘migliori’. E infatti la cronaca oggi ci conferma che oltre ai vertici e agli esponenti di spicco, anche le giovani leve del Partito democratico sono indistinguibili dai galantuomini estremisti dei centri sociali: in questa confusione non si sa più chi rincorre chi, al momento sembra che la lepre siano gli antagonisti e la sinistra istituzionale a inseguire.
Infatti, fra le innumerevoli contro-manifestazioni annunciate – tutto legittimo in democrazia – ci sarà quella dei giovani dem milanesi, che si riuniranno alle 14 in piazza Lima, nei pressi del corteo Lega-Patrioti che partirà da Porta Venezia, come uno degli anelli che dovrebbero ‘accerchiare’ gli avversari, termine che non evoca esattamente il dialogo socratico.
È molto interessante la narrazione che emerge nel comunicato con cui hanno spiegato le loro posizioni. “La Lega e i Patrioti non solo saranno in piazza Duomo con il loro comizio sulla remigrazione”, quindi riducono tutto a questo punto, mentre verrà presentata un’agenda complessiva e alternativa rispetto all’andazzo suicida dell’eurocrazia e del patto di stabilità. Il comunicato continua: “…ma cammineranno in corteo lungo il percorso che ogni anno vede protagonista la Milano antifascista”. Pare di capire che quel tratto di città, da Porta Venezia a piazza Duomo, sia una specie di proprietà privata ideologica, fra l’altro nemmeno della Milano antifascista, ma dei professionisti dell’antifascismo in assenza di fascismo: i quali, ogni 25 aprile, non a caso se la prendono con la Brigata ebraica, che il fascismo lo combatte davvero. Comunque, al di là del fatto topografico, già inquietante, proseguono: “Non possiamo permettere che la memoria della nostra città venga infangata in questo modo”, cioè con una manifestazione che porta idee diverse dalle loro. “Non tolleriamo che Milano debba ospitare fascisti, razzisti, suprematisti. Saremo in piazza per far vedere a tutta questa marmaglia xenofoba che la nostra città è migrante, plurale, antirazzista e antifascista”: tanto plurale che non vogliono far parlare gli altri! Neanche il vocabolario vale più.
A proposito di vocabolario, che reazionario non è, alla voce ‘marmaglia’, è riportata la definizione: “È un termine spregiativo che indica una massa disordinata, turbolenta o disonesta di persone”. Quindi la Lega, i Patrioti, chi ha idee differenti dalle loro e le vuole portare in un corteo pacifico, per lorsignori è gente turbolenta e disonesta. Qualcuno del Pd metterà un freno a questo piano inclinato?
Cioè, cara Elly Schlein, l’organizzazione giovanile del tuo partito nella seconda città d’Italia (e la più importante per economia) definisce “marmaglia” gli avversari politici che siedono nel Parlamento italiano e in quello europeo, che hanno ricevuto milioni di voti di liberi cittadini italiani. Su, Elly, diciamo qualcosa a questa succursale dei centri sociali che è diventato il Pd, anche di Milano, mettiamo un’argine a questo linguaggio. Frea l’altro, la segretaria Pd è in un momento molto loquace, ha perfino espresso solidarietà alla presidente del Consiglio, anche se lievemente pelosetta e strumentale, perché si è fatta viva l’unica volta in cui la premier è stata attaccata dal presidente degli Stati Uniti.
Ecco, in quella sede Elly ha detto che ci sono alcune cose su cui non bisogna dividersi: se è stata sincera, che non ci si divida neanche su questa. Prendi per l’orecchio i giovincelli che hanno detto questa castroneria ripugnante e spiega loro che cosa vuol dire democrazia, che l’avversario non è marmaglia che non può manifestare. Altrimenti sarà chiaro che ci stai prendendo in giro, e che tu e il tuo il Pd alterate il linguaggio, la convivenza civile e il senso stesso di quella democrazia di cui vi ammantate.
