Le allucinazioni della sinistra: arrivano i fascisti sui trattori!

· 16 Aprile 2026


Cari ascoltatori, allarme, arrivano i fascisti sui trattori! Ecco la reazione media del progressista medio, un tipo umano indistinguibile, sia che sieda sui banchi del Consiglio comunale o si agiti nei centri sociali antagonisti. Cambia niente, il suo riflesso resta lo stesso, di fronte all’evento della Lega e dei patrioti europei che sabato si ritroveranno a Milano in Piazza Duomo per rivendicare un’agenda alternativa all’andazzo eurocratico. Per lorsignori sarà una sorta di assalto di camicie nere al cuore di Milano, come se non fossimo nel 2026 ma nel 1926, per cui hanno dovuto mischiare due tipi umani: i fascisti spettro della bolla isterica della sinistra, e i trattori veri guidati da lavoratori veri che si dibattono nella trincea dell’economia reale.

Questi signori hanno un problema di percezione: ha cominciato il Pd chiedendo addirittura che si impedisse l’evento, poi si è unito il mondo dell’antagonismo milanese. Centro sociale “Il cantiere”: “Teniamo pulita la città da razzisti e fascisti, Milano è migrante, partigiana e antirazzista”, come se fosse Antani, una ultrasupercazzola. Lo storico centro sociale “Lambretta”, che ha rapporti collaudati con il club di galantuomini di Askatasuna: “I patrioti europei si raduneranno a Milano in un ripugnante comizio in piazza Duomo, nella capitale della resistenza partigiana. I neofascisti invocheranno odio, razzismo, repressione, militarizzazione e suprematismo”.

A parte che nessuno dei movimenti che si ritroveranno a Milano è neofascista né porta avanti istanze neofasciste, l’unica cosa chiara è la lista di parole d’ordine preconfezionate, messe in fila in ordine sparso, che servono a solleticare l’unico istinto squadrista che agisce nel 2026: quello del mondo antagonista dell’estrema sinistra, che ormai traina la narrazione e che minaccia di accerchiare il corteo, impedirlo, impugnando il fascismo immaginario per esercitare quello attuale, quello dei professionisti dell’antifascismo.

Poi c’è la realtà. Il corteo che partirà da Porta Venezia e arriverà a Piazza Duomo, con in testa e in coda gli agricoltori con una ventina dei loro trattori, in rappresentanza di un mondo dove da sempre è marcata la differenza tra l’agenda di Bruxelles e l’agenda alternativa che chiederanno i movimenti presenti sabato in piazza Duomo. Per fare un esempio, ricordiamo che nelle stanze euro-sovietiche di Bruxelles hanno pensato seriamente di imporre ai nostri agricoltori quale percentuale del loro terreno può essere adibita a scopi coltivabili, come e quando fare la rotazione delle colture. D’altra parte, tempo fa è stato normato a tavolino perfino il diametro di alcuni ortaggi…

Ma i nostri agricoltori sono anche tra le prime vittime del caro-energia, dell’impennata dei prezzi, del caro-carburante, ricadute concrete della crisi bellica che con il fascismo c’entrano meno di niente. E sono fra i primi imbrigliati da follie come il Patto di stabilità, il green deal, tutte costruzioni ideologiche fuori tempo: il Patto di stabilità è stato formalizzato nel 1997, in un’altra era geopolitica, quando si pensava che il conflitto, anche militare, fosse stato abolito dalle vicende umane e che le strutture internazionali si sarebbero dedicate solo all’amministrazione dell’esistente.

Questa è l’agenda reale. Ma per qualcuno questi agricoltori che apriranno e chiuderanno il corteo sui trattori, sono i nuovi fascisti. Dite un po’, secondo voi, dove sta oggi la lucidità.


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