Tso per il partito islamico che chiede il Tso per Salvini

· 15 Aprile 2026


Cari ascoltatori, vi ricordate le voci illuminate che in questi giorni hanno esternato sull’evento “Senza paura” della Lega e del movimento dei Patrioti Europei che si terrà sabato dalle ore 15 in Piazza Duomo? Ha cominciato il Partito democratico di Milano, che ha chiesto semplicemente che la manifestazione venga vietata, mostrando quanto tengono all’aggettivo “democratico”; a ruota i centri sociali milanesi hanno rincorso il Pd, che li aveva scavalcati a sinistra, dicendo “accerchieremo Piazza Duomo”. Ora l’ultima voce, almeno in ordine di tempo, che entra nel dibattito è quella del partito islamico, nel dettaglio un gruppo che si chiama “Muro27-musulmani per Roma 2027” perché ha intenzione di candidarsi a governare la capitale d’Italia, non sappiamo se in base alla sharia, come immaginiamo in caso fossero dei fedeli alla lettera.

La cosa interessante è che questo partito islamico, con un post sui suoi social, ha chiesto “un Tso per Salvini & Co”, dimostrando il valore che per costoro ha il riconoscimento dell’altro, e attaccando la libera manifestazione di liberi gruppi politici italiani ed europei. Testo: “Come i cavoli a merenda, la Lega scende in piazza contro l’islamizzazione”, fingendo di ignorare che l’islamizzazione è un fenomeno che connota la contemporaneità, ci ha scritto un capolavoro uno dei più grandi scrittori viventi, Michel Houllebecq, “Sottomissione”, parola che ai signori del partito islamico pensiamo suoni familiare.

È un tema anche delle cronache quotidiane, e non solo nei sobborghi delle metropoli europee, ma ormai anche nei medi centri di provincia, dove interi quartieri stanno scivolando verso un’islamizzazione latente, capillare. Ed è un allarme che hanno lanciato perfino i servizi segreti francesi della Francia di Macron, i quali hanno ricordato la strategia dichiarata dai Fratelli musulmani: la penetrazione capillare nelle società europee per cambiarne il volto, “col ventre delle nostre donne”, non con le armi. Altro che cavoli a merenda, l’islamizzazione è un fenomeno chiave dell’attualità.

“Hanno perso Vannacci, Orban ha perso, sono evidentemente alla frutta”: di Vannacci ce ne siamo subito fatti una ragione, Orban ha perso dopo 16 anni di governo e al suo posto ha vinto un altro esponente della destra ungherese, che pensiamo non tifi per l’islamizzazione dell’Ungheria. E aggiungono che “Trump attacca il Papa”, e infatti Salvini anche oggi su questo tema ha criticato nettamente il presidente Usa, per cui non c’è alcun nesso con la frase seguente, che Salvini “vuole chiudere le moschee”: ne fanno una mistura religiosa delirante.

“Salvini e la Lega ci insultano, vogliono chiudere le moschee”. No: vogliono chiudere i centri abusivi dove non si esercita la legittima e costituzionale libertà di culto, ma dove spesso si diffondono parole d’ordine vicine all’universo del fondamentalismo, della violenza esplicita, del fiancheggiamento di gruppi terroristi, e anche questa è cronaca, non è un’invenzione di Radio Libertà. Gran finale, per peggiorare il loro delirio hanno riesumato la bandiera crociata, e non si sa perché. Su una una parte del materiale che riguarda l’evento, c’è lo spadone di Alberto Da Giussano: informiamo il partito islamico che si riferisce alla battaglia tra i Comuni e associati nella Lega Lombarda e il Barbarossa, quindi le crociate non c’entrano una cippa.

Piuttosto, notiamo che all’atto della sua fondazione, questo Muro27 dichiarò come obiettivo il “promuovere idee, proposte di utilità collettiva, coerenti con la nostra appartenenza religiosa”. Se lo prendiamo alla lettera, sembra tanto l’instaurazione della sharia a Roma e in Italia, la supremazia della legge islamica sulla legge civile, laica, della Repubblica. Allora quale versione di islam guardano? Che posizione hanno rispetto al regime totalitario islamista degli ayatollah? Queste sono domande che andrebbero fatte. Nel frattempo, data la qualità della loro esternazione, noi ci sentiamo di chiedere, in totale buona fede e senza malizia alcuna, un Tso per gli amici del partito islamico.


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