“Parlando liberaMente” con Belpietro / Conte eroe dei due moloch: eurocrazia+Cina rossa

· 11 Aprile 2026


Questa settimana, a “Parlando liberaMente”, la nostra intervista settimanale con i protagonisti della politica, dell’attualità, del giornalismo, Giovanni Sallusti discute con Maurizio Belpietro, direttore responsabile de La Verità, dell’attualità politica e internazionale, a partire dalla gestione della tregua tra Stati Uniti e Iran.

“Il mediatore sulla riapertura dello stretto di Hormuz è stato il Pakistan: e questo dice che l’Unione europea non solo conta meno di Islamabad, ma non conta proprio niente. Tant’è vero che nessuno la interpella, nemmeno quando gli Usa decidono di bombardare l’Iran. Gli Stati dell’Ue sono considerati ininfluenti e restano fuori dai giochi: d’altra parte, Bruxelles non ha una posizione nemmeno di fronte a una crisi energetica che potrebbe protrarsi per tutto l’anno. L’unica raccomandazione che arriva dal commissario Dan Jorgensen è di spegnere i termosifoni e di viaggiare meno, consumare poco e stare a casa. Insomma: un nuovo lockdown”.

“Del resto, la tentazione perenne del lockdown viene a tutti quelli che sono diventati famosi proprio nel periodo 2020-2021: i vari professoroni che davano consigli strampalati e contraddittori sul Covid e l’utilizzo delle (costosissime) mascherine, assieme a tutti quegli strani intermediari che arrivavano alla struttura commissariale – per accreditarsi sulla vendita dei dispositivi sanitari – dicendo di essere molto vicini all’allora presidente del Consiglio. E, guardate un po’, proprio Giuseppe Conte si è improvvisamente rianimato e adesso si candida a voler ri-guidare il Paese. Ma altro che chiudere di nuovo tutto, qui servono misure concrete: mandare in soffitta il Patto di stabilità, che ha solo portato alla decrescita, e riaprire i canali di dialogo con Putin sul gas, per evitare bollette super salate”.

“Conte ha incarnato l’ideologia della chiusura oltranza: in questi giorni c’è in atto un tentativo di farlo tornare all’opera da parte dei nostalgici delle spese folli legate al reddito di cittadinanza e al super bonus, che hanno provocato un enorme buco nelle casse dello Stato e meno soldi a disposizione delle famiglie e delle imprese. Sulla scia del desiderio del leader dei 5 Stelle di tornare a Palazzo Chigi, non è casuale la sua intervista a Bloomberg, dove ha ribadito che bisogna essere amici ‘anche’ della Cina comunista. Ma non si può essere neutrali, tra Washington e Pechino: da una parte c’è un presidente eletto democraticamente dal popolo americano, dall’altra un Paese dove viene impedito ai cittadini di avere opinioni diverse da quelle del Partito Comunista. che esercita il controllo dell’informazione e della vita privata della popolazione tramite tecnologie a buon mercato. Da cittadino italiano mi preoccuperei seriamente se qualcuno proponesse di fare accordi con il Dragone e di chiudere la porta in faccia agli Stati Uniti”.

“Comunque, tutto è coerente, perché se c’è un Paese che ha attuato una rigorosa e coerente applicazione totalitaria del lockdown, quello è la Cina, dove le persone venivano chiuse in una stanza d’albergo e abbandonate là per settimane, senza avere la possibilità di comunicare né di uscire. Evidentemente questo è il modello che Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle perseguono e credo che la maggior parte degli italiani non sia d’accordo, perché poi non si potrebbe tornare indietro. In sintesi: con tutte le imperfezioni che possono avere, la democrazia occidentale e l’attività del nostro governo restano sempre l’alternativa al Partito comunista cinese”.


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