Il progetto woke dei grillini: rieducare i maschi alle elementari
Marco Tognini · 26 Marzo 2026
Nella nostra nuova rubrica “Sic et non”, Marco Tognini presenta e analizza i temi politici della settimana, nazionali e internazionali: tra questi, Tognini analizza il progetto per decostruire gli stereotipi di genere nella scuola primaria, chiamato “Nuovi maschi”. L’obiettivo esplicito è il seguente: “Chiediamo ai maschi di essere pionieri, non di aderire a un modello, ma di immaginarne uno nuovo che non abbia paura della gentilezza, della vulnerabilità e dell’ascolto”, dichiara Francesca Cavallo, pedagogista della Fondazione Libellula e autrice di “Storie spaziali per maschi del futuro”. Si tratta infatti del primo progetto italiano su larga scala che vuole demolire quelli che vengono chiamati i “luoghi comuni sull’atteggiamento sull’ambiente sociale italiano”.
Questo, prima di essere un progetto educativo pubblicato da Francesco Cavallo nel 2024, è una raccolta di fiabe che ribalta i modelli tradizionali del principe azzurro o del supereroe, che viene scalfito dal nulla, aprendo così la porta verso un maschio con tutte le sue fragilità, capace di ascolto ed empatia. E proprio da questo lavoro narrativo è nato un percorso educativo: un kit e un corso di formazione accreditato sulla piattaforma “Sofia” per il corpo docente ed eventi e laboratori con la Cavallo. Un modo sbagliato – cominciato con i discorsi di Gino Cecchettin – per colpevolizzare il maschio in quanto maschio, perché portatore di un gene sbagliato e di un comportamento evidentemente in sé riprovevole. Il genere maschile, di fatto, dovrebbe chiedere scusa ed essere rieducato.
Io credo invece che, probabilmente, avremmo bisogno di maschi che tornino a fare i maschi. Quelli veri: perché l’uomo insicuro è quello che mette le mani addosso a una donna. A me piacerebbe vedere tante persone coraggiose, forti, sicure di sé, pronte a combattere per difendere se stessi e i propri cari. Al contrario, nelle scuole verranno mandati esponenti queer a insegnare ai ragazzini che dovranno indossare la gonna e che devono starsene tranquilli. Peccato solo un piccolo particolare: che tutte quelle persone che sono arrivate in Italia negli ultimi anni hanno, da sempre, ricevuto un’educazione familiare molto forte e dunque saranno refrattarie a questo tipo di educazione. Che cosa succederà a tutti loro? Continueranno a essere forti e prepotenti. E questo maschio sensibile “progettato” soccomberà.
Il progetto, presentato lo scorso 30 gennaio alla Camera dei Deputati su iniziativa di Stefania Ascari del Movimento 5 Stelle, prende avvio con una fase pilota che coinvolgerà 250 classi delle scuole primarie entro il 2026 in tutta Italia, come viene indicato dal materiale promozionale dell’iniziativa: un intervento che coinvolge 5.000 docenti e 50mila persone appartenenti alla comunità educante con l’obiettivo di generare un impatto culturale, capillare e duraturo. Ed è proprio durante la scuola primaria che si strutturano le prime rappresentazioni del maschile e del femminile, insieme a tutte le idee su forza, fragilità, emozioni, ruoli, relazioni. Offrire questi testi ed esercizi compone un’operazione culturale che, di fatto, conferma un preciso modello di riferimento. Insomma: con l’ondata woke che sembrerebbe proprio non essere passata, non si è ancora spenta la brama di rifare la mascolinità, di ristrutturare i maschi occidentali, di rieducarli per farli corrispondere a modelli ideologicamente corretti.
