In Iran gli ayatollah amano Hitler. toc toc, antifa?
Giovanni Sallusti · 26 Marzo 2026
Cari ascoltatori, non vorremmo turbare la festa del gran circo antifascista immaginario, delle anime belle che hanno fermato il subdolo attacco alla Costituzione antifascista, che non si può toccare a meno che non lo facciano loro. Per non dire della festa di lorsignori per le dimissioni di Daniela Santanchè, imprescindibili per la salvezza del Paese… Comunque, preso atto che sulla ex ministra c’era uno snodo politico incancrenito, ora speriamo che sia finita questa sbandata giustizialista del centro-destra, per cui bastano delle inchieste per chiedere delle dimissioni.
Ebbene, cari antifascisti, vi giriamo un’immagine, che è stata scattata in Iran e potete trovare in giro sui social: in varie città importanti della Repubblica islamica sono apparsi dei manifesti in cui sono accostate le immagini di Khamenei figlio (Mojtaba, l’attuale Guida suprema che non si sa dove sia e forse è ferito gravemente) e di Adolf Hitler.
I due sono ritratti come fossero fratelli in arme, e sotto si legge una frase attribuita al fürher: “Le persone più spregevoli sono quelle che hanno collaborato con me, uno straniero, per la conquista dei propri Paesi, poiché la patria è come una madre: essi hanno spianato la strada affinché io potessi persino dominare la loro madre”. I redattori di questo manifesto hanno aggiunto la loro spiegazione: “Chiunque gioisca dell’occupazione del proprio Paese è come chi gioisce dello stupro della propria madre”. Uno dei profili social che ha rilanciato questa immagine ha spiegato che è un messaggio destinato anche alla possibile resistenza iraniana che vorrebbe liberarsi di questo odioso totalitarismo.
Ecco chi nel 2026 ha ripreso la fiaccola del nazismo, cari antifascisti: il fascismo non è in Italia, è nella Repubblica islamica dell’Iran, anzi proprio il nazismo: l’esplicito accostamento in positivo di Khamenei con Hitler e le frasi riportate parlano di una profonda saldatura tra l’ideologia islamista rappresentata dal regime degli ayatollah e il nazionalsocialismo. Entrambe vagheggiano una rigenerazione dell’umanità, una purificazione: il nazismo con il dominio della razza ariana, l’islamismo teocratico con il dominio del califfato universale, con l’esportazione globale della rivoluzione islamica, una rigenerazione dell’umanità improntata sull’islam nella sua versione totalitaria e assassina.
E c’è anche un’altra analogia: entrambe le ideologie fondano questa carica rigenerativa sull’odio verso chiunque non rientri nel loro schema, anzitutto verso gli ebrei. La Repubblica islamica nasce nel 1979 soprattutto contro lo Stato degli ebrei, con la missione escatologica, messianica di cancellarlo; tutti i gerarchi di Teheran hanno sempre pubblicamente negato l’Olocausto e nel frattempo hanno sempre cercato di sviluppare un programma nucleare per provocarne uno nuovo.
Conclusione: quel manifesto dovrebbe parlare alle anime belle, al caravanserraglio dell’antifascismo nostrano, il quale, se alzasse un attimo lo sguardo dalla commedia italica, potrebbe accorgersi della tragedia in Medio Oriente. Insomma, cari antifascisti tutti d’un pezzo del 2026, con chi state? State con quel regime che accosta gioiosamente il suo capo a Hitler, o state coi marines americani che stanno arrivando sul teatro bellico, per agire su obiettivi specifici con lo scopo di riaprire Hormuz e perseguire l’azzeramento del programma nucleare militare? Quella americana non è un’invasione di massa, lo sporco atto di un guerrafondaio: è il tentativo di rendere innocuo un regime che si ispira a Hitler. Noi sappiamo con chi stare; e voi antifa?
