La maggioranza silenziosa ci ha avvertito. Appunti per il centrodestra
Giovanni Sallusti · 23 Marzo 2026
Cari ascoltatori, proviamo a trarre una prima, ovviamente parziale e provvisoria, morale politica, al di là delle importantissime questioni di merito che erano sul piatto: il centrodestra ha un problema con il suo popolo di riferimento, che possiamo sintetizzare con l’espressione “maggioranza silenziosa”. Questa si compatta, si esprime nitidamente, lodevolmente e ma spontaneamente, quando si tratta di evitare che Elly o Conte (alle ultime politiche c’era il tristanzuolo Enrico Letta), insomma una sinistra sconclusionata, anacronistica, senza idee, vada al governo. In quel caso la maggioranza silenziosa agisce di suo per evitare quest’ipotesi inquietante per il Paese: se oggi si votasse alle politiche vincerebbe ancora il centrodestra.
Il problema salta fuori quando questa maggioranza silenziosa la devi mobilitare per un contenuto, su un merito. Qui emerge il problema di comunicazione, di percezione tra il centrodestra e il suo popolo, problema che, al netto del risultato del voto, è tutto del centrodestra, di sicuro non del popolo. Va ripensato qualcosa sul modo in cui la politica di centrodestra si deve fare proattiva, non fermarsi a quella spinta spontanea degli elettori. Questa mi sembra la fotografia, e speriamo che i leader di centrodestra non fingano di non vederla e da stasera comincino a pensarci su.
Una seconda riflessione: anche quelli che hanno votato no potrebbero un giorno essere essi stessi dei Joseph K. nel “Processo” di Kafka, cioè imbattersi senza alcuna ragione in un moloch della giustizia che in Italia è cronaca, dato che lo stato attuale della giustizia è un’anomalia rispetto alla maggior parte dei sistemi della giustizia vigenti nelle democrazie occidentali.,
Per concludere, visto che siamo a poche ore dall’ultimo saluto a un uomo, Umberto Bossi, che fece dei ceti produttivi la ragione sociale di un nuovo soggetto politico, diciamo che al momento l’azione di governo è il bicchiere mezzo vuoto: si è fatta lodevole manutenzione, si è andati incontro ai ceti medio-bassi sotto il profilo fiscale, ma attendiamo ancora la vera rivoluzione fiscale che quella maggioranza silenziosa vorrebbe.
Vogliamo girarla in positivo: speriamo che questo verdetto delle urne sia uno sprone per un centrodestra privo di soggezione, anzitutto culturale, verso l’avversario. Leggeremo i risultati del voto in Lombardia e Veneto: se fossero in palese controtendenza rispetto al resto del Paese, a maggior ragione vorrebbe dire che quella questione settentrionale è ancora sul tavolo…
