Accise sì, poi no: Elly non va d’accordo neanche con se stessa

· 19 Marzo 2026


Cari ascoltatori, ci stiamo trovando davanti a uno stranissimo caso psicanalitico per cui ci chiediamo: ma Elly Schlein parla mai con Schlein Elly? Abbiamo avuto prova della presenza di due entità distinte che si alternano nel medesimo corpo, insomma uno sdoppiamento che non sappiamo bene spiegare, quindi ci aggrappiamo alla cronaca. All’evento di ieri sera per il No, non affollatissimo, Elly sale sul palco, dice cose e indirizza all’uditorio un vibrante appello contro questo governo inerte e ovviamente suddito di Trump di fronte agli sviluppi dello scenario internazionale.

“Si sbrighino, taglino le accise restituendo agli italiani i soldi dell’extra gettito Iva”, questi pigri immobilisti di governo davanti a un dramma che non è quello bellico, ma quello economico di chi deve andare alla pompa di benzina. E che cosa succede? Che dopo mezz’ora si tiene un Consiglio dei ministri straordinario in cui con un Decreto legge si tagliano le accise di 25 centesimi al litro sul prezzo dei carburanti: una mossa sia anti-speculazione sia diretta a contenere gli effetti economici a cascata che stavano facendo impennare i prezzi. Si tratta di un provvedimento peraltro anticipato e chiesto a gran voce fin dal mattino dal ministro Matteo Salvini durante il suo incontro a Milano con i dirigenti delle compagnie petrolifere.

A questo punto Elly Schlein evapora dalla scena e prende il suo posto Schlein Elly, che è indignata perché il governo l’ha fatto ma è una bieca operazione elettorale: “Siamo stati i primi a chiedere al governo di restituire ai cittadini l’extra gettito Iva che ogni giorno dall’inizio di questa guerra illegale lo Stato ha incassato; ma dopo che da giorni gli italiani pagano più di 2 euro al litro, si interviene per 20 giorni, guarda caso con in mezzo un voto su un referendum costituzionale”. Allora, il governo doveva farlo oppure no? Non si sa.

“Se non si ferma questa guerra illegale, questo rimarrà un decreto elettorale”, ma che cosa vuol dire? Che affinché non sia un ‘decreto elettorale’ (che hanno chiesto loro stessi) la premier e il governo di centrodestra devono fermare l’offensiva militare di Trump e Netanyahu, cioè di America e Israele, una cosa che eccome, sicuramente hanno potere di fare?

Tra l’altro, c’è un altro dettaglio che va a sfavore della tenuta politico-psichica del leader del Pd. Il governo, infatti, ha scelto di introdurre questo taglio delle accise senza tirare in mezzo l’extra gettito Iva, ma agendo sui maggiori ricavi ottenuti dallo Stato per via dell’aumento del prezzo del petrolio. Questo perché, hanno fatto sapere dal Ministero delle imprese e del made in Italy, il meccanismo con l’extra gettito, la cosiddetta accisa mobile, sarebbe stato meno efficace, avrebbe consentito una riduzione molto più contenuta su diesel e benzina.

In sintesi, Elly Schlein chiede a gran voce un intervento sulle accise accusando il governo di immobilismo; il governo lo fa mezz’ora dopo con un intervento anche più impattante, che sgrava di più i cittadini; e Schlein Elly si incazza di brutto perché quella che lei stessa ha chiesto è una bieca operazione elettorale.

Voi capite che non c’è nulla di politico in questo: forse c’è letteratura, Robert Louis Stevenson, Jeckyll e Hyde. Adesso però Elly si guardi allo specchio e si metta d’accordo con la tizia lì di fronte.


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