“Come fate a non alzarvi”: trump ricorda Iryna uccisa, dem immobili

· 27 Febbraio 2026


Cari ascoltatori, c’è una scena, diventata virale sui social, che racconta esattamente qual è l’odierna posta in gioco culturale, la faglia di rottura di valori nelle società democratiche. Questa scena racconta un atto mancato, che sembrava ovvio solo per pura coscienza umana, una soglia minima di accettabilità che non è stata raggiunta.

Stiamo parlando di un momento del discorso di Trump sullo stato dell’Unione. Un discorso record per durata e irrituale in vari tratti, insomma alla Trump, i cui toni – i contenuti sono finiti in secondo piano – hanno dettato il clima descritto sui nostri giornaloni, insomma come al solito. E invece si è vista una scena potentissima proprio nei contenuti, che non a caso continua a rimbalzare sui social.

Trump, infatti ha ricordato la storia di Iryna Zarutska, la rifugiata ucraina di 22 anni accoltellata a morte nella Carolina del Nord su un convoglio ferroviario, presa a caso da Decalos Brown, un balordo che in precedenza era già stato arrestato 14 volte. In ascoltare il discorso del presidente c’era anche la mamma di Iryna, cui Trump si è rivolto personalmente, rompendo felicemente il protocollo e scavando in una tragedia personale che, fra l’altro, corrisponde alle storture dell’America e del mondo occidentale.

Le parole di Trump: “L’assassino di Iryna si è alzato in piedi e le ha trapassato brutalmente il collo e il corpo con un coltello. Nessuno dimenticherà mai l’espressione di terrore sul volto di Iryna, mentre guardava il suo aggressore negli ultimi secondi della sua vita. È morta sul colpo. Era sfuggita a una guerra brutale per essere poi uccisa da un criminale incallito, un uomo libero di uccidere in America. Signora Zarutska, stasera le prometto che faremo giustizia per la sua magnifica figlia, Iryna”.

In quel momento è partito un intenso applauso. Di fianco alla mamma di Iryna era seduta Erika Kirk, la vedova di Charlie Kirk, che l’ha stretta in un abbraccio. Spontaneamente, per un moto che è andato al di là delle considerazioni politiche, metà dell’uditorio si è alzato in piedi continuando l’applauso: erano i repubblicani, perché l’altra metà, quella dei democratici, non l’ha fatto. Trump li ha guardati quasi sbigottito, uscendo dal canovaccio con sincera sorpresa, li ha indicati e ha chiesto: “Come fate a non alzarvi?”, ma nessuno si è alzato, incurante del fatto che quel momento travalicava il dibattito sulle ricette contrapposte per l’immigrazione, i pro e i contro su Trump presidente.

È vero, lui ha buon gioco nel sottolineare che anni di buonismo dem sull’apertura delle frontiere hanno creato le precondizioni perché possano accadere più facilmente tragedie del genere. Ma tutto questo viene dopo. Prima c’è, o dovrebbe esserci, un moto dell’anima: davanti alla madre di questa ragazza uccisa, l’applauso dovrebbe essere unanime, è elementare. “Come fate a non alzarvi?” è l’unico commento che si può fare, e la dice lunga sulla vera struttura della contemporaneità, altro che i toni di Trump.

Siamo di nuovo in pieno tic woke, forma ideologica del progressismo ormai in ritirata ma per questo ancora più feroce: se la vittima è “sbagliata”, se il carnefice è “sbagliato”, cioè non rientrano nelle tabelle valoriali del politicamente corretto, e se la storia non avvalora il teorema già pronto che si passano le anime belle, non va bene; e nemmeno ricordare una ragazza morta, se questo rischia di suggerire che forse c’è un nesso tra la sicurezza degli americani e l’immigrazione incontrollata, le frontiere aperte. Per cui prevale subito questo loro tic. Ma questo vuole anche dire che il pericolo per la nostre società oggi sta tutto lì, nella metà a sinistra, che non riesce ad alzarsi in piedi quando si ricorda Iryna accoltellata a caso da uno sbandato recidivo. Lo diciamo anche noi: come fate?


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