La Francia vieta la realtà: non si può dire che Quentin l’hanno ucciso i rossi

· 24 Febbraio 2026


Cari ascoltatori, la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza: è non solo il dogma del totalitarismo distopico immaginato da George Orwell in 1984, ma anche il motto cui si ispirano Emmanuel Macron e il governo francese.

Diciamo questo perché pare che non si possa dire in Francia che il 23enne Quentin Derenque è stato picchiato a morte da un gruppo di squadristi antagonisti di estrema sinistra: oltre le Alpi la realtà è stata rimossa. Tanto che sta imperversando un caso diplomatico con gli Stati Uniti perché all’indomani della morte di Derenque, l’ufficio antiterrorismo del Dipartimento di Stato americano aveva emesso un comunicato perlomeno dovuto, perfino banale: “Preoccupa tutti il fatto che un giovane sia stato ucciso da militanti di estrema sinistra in Francia, il radicalismo violento di sinistra è in crescita in tutto l’Occidente”, invitando poi a tenere alta la guardia. Un commento, in realtà, di vicinanza all’alleato francese.

Invece all’Eliseo l’hanno presa malissimo, e il ministro degli esteri, il centrista Jean-Noël Barrot ha convocato l’ambasciatore americano, Charles Kushner. Tutto perché gli americani hanno registrato la realtà, non espresso un’opinione che possa essere giudicata inopportuna: è come se il dipartimento di Stato Usa avesse detto che l’acqua bolle a 100 gradi. L’ambasciatore americano alla convocazione ha risposto con una pernacchia, non si è presentato. E quindi l’eroico ministro, in questo suo quarto d’ora di celebrità, ha ordinato di impedire all’ambasciatore Kushner – che è peraltro il consuocero di Trump – l’accesso ai ministri del governo: potrà parlare solo con i funzionari.

Ce lo vediamo, Kushner disperato perché non può parlare con i ministrelli del 127° governicchio allestito in laboratorio da Macron, immaginiamo il lutto alla Casa Bianca. Il fatto in sé però è inquietante. Quentin è stato ucciso per le sue idee – come Charlie Kirk – da un gruppo che si chiama la Jeune Garde, che rivendica di appartenere all’estremismo di sinistra, che ha nei suoi simboli la falce e il martello e che si dichiara antifa. Questa dovrebbe essere l’emergenza per tutte le coscienze democratiche, per Macron, il suo ministro e tutti quelli che comandano in Francia. Invece il problema viene spostato sui diplomatici e sul governo americano che registrano la realtà, l’emergenza dell’unico squadrismo che esiste oggi, lo squadrismo rosso.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *




Radio Libertà

Background