Per la Salis “Paesi sicuri” è fascismo? Ottima notizia!

· 10 Febbraio 2026


Cari ascoltatori, oggi il Parlamento europeo ha battuto un colpo, certamente incompleto e tardivo, ma comunque dando segno di lucidità: ha votato, con 408 voti a favore, 184 contrari e 60 astenuti, il regolamento che istituisce una lista di Paesi terzi sicuri dove poter rimpatriare i migranti che non hanno diritto d’asilo. Ed è passata anche la revisione del concetto di Paese d’origine sicuro, perché quello precedente rendeva impossibile qualsiasi azione.

Come ha sintetizzato, tra gli altri, l’onorevole della Lega Susanna Ceccardi, i cambiamenti sono sostanziali, non retorici: anzitutto i richiedenti cui verrà rigettata la domanda d’asilo potranno essere rimpatriati subito, e potranno sostare negli hub di Paesi terzi, per esempio in Albania, in attesa del giudizio definitivo. Tutto questo, calato in Italia, contempla una variabile nostrana particolarmente attiva, la parte ideologizzata della magistratura. Però il passo avanti sull’agilità delle procedure e sui tempi è stato fatto: sul tema della gestione dei flussi migratori e degli irregolari, a livello di Unione Europea si è finalmente visto un barlume di lucidità.

Volete la controprova che quello che è successo all’Europarlamento è una buona notizia? Quella che si è incazzata di più è Ilaria Salis: e la regola aurea di ogni liberal-conservatore è che se un’iniziativa fa incazzare Ilaria Salis, allora è facile che quell’iniziativa sia positiva. E infatti la Salis ha reagito immediatamente scomodando il fascismo, una parola che anche per gente intellettualmente più attrezzata di lei ha perso ogni riferimento a quel regime storicamente determinato che ha instaurato una dittatura in Italia durante un ventennio ben preciso; ed è diventato un concetto metafisico che può essere appiccicato a chiunque non sia gradito a lorsignori. 

Per lei il fascismo “oggi non è tanto un regime politico quanto una deriva, la tendenza a spostare sempre un po’ più in là e sempre un po’ più a destra e quindi sempre più in basso l’asticella dei diritti. La disobbedienza civile non è un’opzione, diventa una necessità”. Sappiamo che l’onorevole ha un concetto particolare di diritto, soprattutto se pensiamo al diritto di proprietà; e non sappiamo che cosa l’onorevole Salis intenda per disobbedienza civile, temiamo si riferisca a certi suoi amici torinesi.

Di certo un’Unione europea che torna, seppure vagamente, a gestire le proprie frontiere, a riconoscere agli Stati il diritto di difenderle e di rimpatriare con efficacia – e non in un pantano burocratico – i migranti irregolari, a stendere una lista di Paesi terzi che non sia in balìa dei fumi ideologici del primo magistrato italiano, ecco tutto questo per Ilaria Salis è “fascismo”. Bene: per noi è la dimostrazione che è una buona notizia.


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