Grazie Zichichi, hai smascherato i santoni gretini

· 9 Febbraio 2026


Cari ascoltatori, con Antonino Zichichi abbiamo perso non solo un illustre fisico e un grande divulgatore, ma uno scienziato capace di una ricerca intellettualmente libera, fuori dagli steccati: un’autorità nel campo della fisica delle particelle elementari, docente prima ordinario e poi emerito all’Università di Bologna, noto anche per il suo ruolo nella realizzazione dei laboratori nazionali del Gran Sasso, e per essere stato, sempre nel suo campo, anche un volto televisivo. E, in quanto scienziato rigoroso nel senso pieno e non meramente specialistico, è anche stato il controcanto a una delle principali forme di dogmatismo contemporaneo: il talebaesimo gretino.

Ed è anche ovvio, perché proprio per la natura del suo lavoro, nel merito e nel metodo non poteva che essere avversario di qualsiasi dogmatismo: nella scienza si procede per tentativi ed errori, come diceva Karl Popper. In base a questo principio, nel suo ultimo scorcio di vita intellettuale Zichichi ha contraddetto, ribaltato, smascherato la religione dell’apocalisse climatica, l’eco-talebanesimo gretino per cui saremmo a mezz’ora dalla fine dell’avventura umana sul pianeta – l’ultima generazione dicono gli allievi di Greta – per colpa di quest’entità maligna, l’uomo. Ovviamente Zichichi non negava che esistano i cambiamenti climatici, né che fosse dovere di chi governa gestire il problema dell’inquinamento, porsi il problema della sostenibilità; ma criticava alla radice la tesi dell’armageddon ambientale per colpa dell’umanità, luogo comune che tende a monopolizzare il dibattito. Una sintesi del suo pensiero si trova in un’intervista rilasciata al Mattino nel 2017, dove ha incenerito il gretinismo.

“L’inquinamento esiste, è dannoso e chiama in causa l’operato dell’uomo, ma attribuire alla responsabilità umana il surriscaldamento globale è un’enormità senza alcun fondamento, puro inquinamento culturale. L’azione dell’uomo incide sul clima per non più del 10%; al 90% il cambiamento climatico è governato da fenomeni naturali, dei quali a oggi gli scienziati non conoscono e non possono conoscere le possibili evoluzioni future. Ma io sono ottimista”.

Ancora: “In nome di quale ragione si pretende di descrivere i futuri scenari della terra e le terapie per salvarla, se ancora i meccanismi che sorreggono il motore climatico sono inconoscibili? Divinazione”, cioè altro che scienza, nemmeno siamo nell’ambito della religione, qui si è in piena superstizione. “Perché molti scienziati concordano sul riscaldamento globale dovuto all’attività umana? Perché hanno costruito modelli matematici buoni alla bisogna. Ricorrono a troppi parametri liberi, arbitrari, alterano i calcoli con delle supposizioni per fare in modo che i risultati diano loro ragione. Ma il metodo scientifico è un’altra cosa”. Questa divinazione sulla fine della Terra per le emissioni causate dall’uomo non è metodo scientifico, è ideologia. Zichichi ce l’ha ricordato più volte: anche per questo ci mancherà molto.


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