Concita senza inibizioni: “È l’Italia a essere un problema per i maranza”

· 5 Febbraio 2026


Cari ascoltatori, ci siamo imbattuti con colpevole ritardo in una perla firmata Concita de Gregorio, la stilosissima, radicale, sciccosissima penna della gauche, rubrichista di Repubblica con una lunga e sfolgorante carriera nel giornalismo progressista. La proponiamo oggi, il giorno in cui viene approvato il Decreto sicurezza, che risponde alla necessità emergenziale del Paese e contiene una serie di snodi decisivi, come la possibilità del fermo preventivo, ma soprattutto la cessazione della follia dell’iscrizione preventiva nel registro degli indagati per gli agenti che hanno esercitato chiaramente la legittima difesa, e poi una stretta contro i coltelli, le famose norme anti-maranza.

A “È sempre carta bianca” martedì sera, proprio sul tema maranza Concita si è esibita così: “Non è che i maranza sono un problema per l’Italia, l’Italia è un problema per loro”. Fermi tutti, i maranza non sono per caso quegli esponenti delle seconde e terze generazioni che spesso si danno alla criminalità di strada, per i quali il coltello è l’alfabeto quotidiano, che si sono resi protagonisti di episodi di delinquenza nelle periferie e talvolta anche di rivolte a Milano e non solo? E non sarebbero un problema per l’Italia, ma è l’Italia che è un problema per loro?

Concita teorizza il capovolgimento del buonsenso e della ragione, cioè è la migliore interprete dell’attuale pensiero di sinistra. “L’Italia è un problema per questi ragazzi, perché loro vengono al mondo, nascono in un Paese senza merito né colpa”, condizione che vale per qualunque essere umano in qualunque parte del mondo; anzi, rispetto ai loro genitori e ai loro Paesi di provenienza hanno la fortuna, altro che colpa, di nascere in un Paese del mondo sviluppato, del mondo libero, dove ci sono le libertà personali, dove si esercita la convivenza civile, dove possono autodeterminarsi.

E a questa fortuna rispondono con scene come quella di piazza Duomo a Milano sequestrata da squadracce che urlavano ‘Italia merda, Allah akbar’. “Il Paese dove vengono al mondo non li vuole, il nostro Paese non li accoglie, li rifiuta, li respinge e li condanna all’origine che hanno, al quartiere dove sono nati, alla famiglia che hanno: questo è razzismo ed è rifiutare una generazione”. Concita ha questa ossessione, ma la realtà è che nessuno di noi rifiuta una generazione o una provenienza: noi rifiutiamo i comportamenti fuori dalla legge, fuori dal rispetto delle regole basilari del Paese in cui le persone vengono al mondo, e spesso i maranza questi comportamenti li hanno.

Abbiamo il vizio di non gradire tutto questo, non il maranza in sé. Ed essendo noi testardamente ancorati alla cronaca, nel giorno dell’approvazione del decreto sicurezza, al di là dell’elenco di norme, è importante capire la posta culturale in gioco. E se per Concita e altri come lei “l’Italia è un problema per i maranza”, per noi quando violano la legge il problema sono loro e tutti quelli che fanno come loro, italiani in primis: a essere un problema sono i delinquenti, non da dove vengono. Valutate voi da che parte sta la razionalità…


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