Elly, sulla sicurezza ora basta fare la liceale
Giovanni Sallusti · 2 Febbraio 2026
Cari ascoltatori, a questo punto ci chiediamo se la sinistra sia in grado di uscire dal format della supercazzola sulla pelle dei nostri agenti, degli uomini delle forze dell’ordine, non solo quotidianamente aggrediti sulle strade, ma anche, come s’è visto a Torino, circondati dai galantuomini antagonisti e presi a martellate. Stiamo parlando di un’emergenza, non della politica ordinaria sulla sicurezza rispetto alla quale è sano che ci siano distinzioni tra destra e sinistra, anzi sarebbe inquietante il contrario.
Il fatto è che questa situazione non è normale, siamo immersi in una patologia della convivenza civile: gli uomini in divisa – quelli che Pierpaolo Pasolini descriveva come gli esclusi tra gli esclusi, quando altri figli di papà, parenti ideologici di quelli attuali, li prendevano a mazzate – la prima frontiera dello Stato in territori spesso borderline, sono presi costantemente di mira: prendete la Torino in mano agli sgherri di Askatasuna, o Rogoredo dove ogni sera emerge un completo campionario di criminalità.
Oggi c’è stata una riunione del governo nella quale ci si è confrontati sui dettagli del nuovo decreto sicurezza, e non capiamo perché Forza Italia ci tenga tanto a sottolineare la sua timidezza con una serie di distinguo, di sfumature. Comunque la riunione si è conclusa con una nota del governo in cui si ribadisce il “pieno sostegno alle forze dell’ordine. Anche alla luce delle dichiarazioni della segretaria del Partito democratico Elly Schlein, il governo e la presidente del Consiglio intendono rivolgere all’opposizione un appello a una stretta collaborazione istituzionale”.
La sinistra guidata (più o meno) da Elly, è disposta a questa collaborazione istituzionale, addirittura dovuta visto lo stato di emergenza attuale? È ora di uscire dal format adolescenziale, liceale, dell’assemblea d’istituto permanente, il linguaggio con cui a sinistra si affronta tutto, incluse questioni così serie; è ora di uscire dal doppiopesismo strumentale, per cui si accusa il governo di non fare abbastanza sulla sicurezza, mentre quando governavano loro la sicurezza era stata relegata a paturnia neofascista.
Ancora oggi, appena il governo fa qualcosa di concreto e stringe le maglie, lorsignori tornano al solito rischio fascismo, allo stato di polizia. È ora di dismettere questo doppio binario, e di entrare nel piano della proposta di governo, riconoscere dei paletti minimi, abbandonare il vocabolario della supercazzola.
La stessa Schlein, ad alcune ore dal tentativo di omicidio del poliziotto a Torino (dieci contro uno a colpi di martello è tentativo di omicidio) aveva condannato la violenza, e subito dopo si era detta preoccupata per la strumentalizzazione politica degli eventi. Ma è strumentalizzare dire che le forze dell’ordine vanno tutelate meglio, che i delinquenti vanno puniti, che va contrastato questo fenomeno di violenza politica che sta saldando il mondo pro-pal, il mondo antagonista, il mondo dei guerriglieri no-tav, addirittura quello di professionisti che hanno fatto la guerra in Siria? Lo possiamo archiviare, questo format-supercazzola?
Vedremo. Intanto va evitato che attecchisca anche presso pezzi di centrodestra; è il momento di andare spediti all’approvazione di un decreto sicurezza che intercetti le ragioni di quei ragazzi in divisa, cui, a maggior ragione oggi, va il nostro saluto e il nostro abbraccio.
