“Miliziani” e “coloni”: balle di Barbero sul 7 ottobre
Giovanni Sallusti · 29 Gennaio 2026
Cari ascoltatori, dobbiamo registrare che dopo la concione farlocca sul referendum giustizia, il professor Alessandro Barbero ci è ricaduto, questa volta sul 7 ottobre. Sullo storico medievista, ma soprattutto guru tuttologo delle truppe social progressiste mainstream, il Giornale riporta una notizia apparsa su Mosaico, portale della comunità ebraica di Milano. L’oggetto è il volume “La Storia/3: progettare il futuro”, edito da Zanichelli, curato dal professor Barbero insieme con le colleghe Chiara Frugoni e Carla Sclarandis. In un paragrafo di questo manuale di storia contemporanea si trova ricostruito l’attacco di Hamas e la reazione di Israele.
Che cosa ne esce? Ecco un virgolettato interessante: “L’ala militare di Hamas ha scatenato un attacco contro insediamenti di coloni israeliani, con il lancio di numerosi razzi e l’incursione di molti miliziani che hanno massacrato più di un migliaio di civili e catturato in ostaggio oltre 200 persone”. Qui, però, qualcosa non funziona. Chiunque, nel manuale co-curato da Barbero, abbia scritto questo paragrafo, ha detto cose non vere. Non è vero che è stato attaccato un insediamento di coloni: il 7 ottobre vennero massacrati giovani, ragazzi che partecipavano a un festival musicale di Nova, su cui i terroristi planarono con i deltaplani; e vennero attaccati dei kibbutz di israeliani pacifisti, eredi della loro tradizione socialista, degli israeliani di sinistra. Ma i 1.200 uccisi e i 250 rapiti non erano dei coloni, e tutti i territori attaccati erano nello Stato di Israele, non in Cisgiordania. Sono stati aggrediti in quanto ebrei dentro lo Stato degli ebrei.
Poi c’è li capitolo “chi” li ha aggrediti. Stando alle parole pubblicate nel libro, dei “miliziani”. E anche qui, no: ormai perfino per l’Unione europea i galantuomini di Hamas sono terroristi. Il 7 ottobre non fu un’operazione militare, fu l’aggressione di una banda terrorista, figlia di un’ideologia che ha nel proprio statuto la cancellazione dello Stato degli ebrei, quindi nazi-islamica; gruppo peraltro eterodiretto dal regime degli ayatollah, che in queste ore stanno vedendo con preoccupazione l’armata navale americana in arrivo, speriamo che per quel regime siano gli ultimi giorni.
Allora, professor Barbero (parliamo con lei perché è il più titolato e conosciuto fra i tre curatori), un conto è cannare i temi del referendum sulla giustizia: lei ha sostenuto le ragioni del no, dicendo che c’è il rischio che i magistrati finiscano controllati dal potere politico, fake news totale, questo rischio non solo non c’è, ma il testo della riforma ribadisce che la magistratura è un ordine autonomo e indipendente. Quella è una contesa referendaria che riguarda un’importante riforma del sistema italiano, ma sul 7 ottobre è stato fatto un salto di qualità: è stato scomodato un pogrom come non se ne erano visti dal 1945, in cui dei civili sono stati macellati perché ebrei. Ebbene, lo ripetiamo, questi civili non erano coloni ma vivevano e sono stati uccisi in territori israeliani, e non da miliziani, ma da terroristi nazi-islamici. Questa è una cappellata assai più grossa, un po’ troppo: per cui dal guru speriamo di sentire una parola di autocritica, o da chi ha redatto quel testo. Almeno sulle tragedie, ripristiniamo un po’ di verità condivisa.
