C’eravamo tanto Alleati: l’Europa rosica da 50 anni
Alessandro Gnocchi · 25 Gennaio 2026
In questa puntata di “Alta tiratura”, Alessandro Gnocchi analizza il clima di tensione tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione Europea, oggi divisi e così lontani come non sono stati mai dalla fine della Seconda guerra mondiale, ovvero da quando esiste la Nato. Nell’ultimo periodo Donald Trump ha chiesto all’Europa di partecipare alle spese dell’Alleanza Atlantica perché ritiene che non sia giusto che gli Usa paghino praticamente tutto, per esempio come circa 50 anni fa quando, In seguito alla rivoluzione islamica, gli Stati Uniti volevano imporre delle fortissime sanzioni economiche all’Iran, a differenza degli europei che ci commerciavano, causando uno scontro diplomatico. La dialettica fra le due sponde dell’oceano non è cosa di oggi: ne troviamo scritto in un articolo a dir poco profetico, scritto da Rosario Romeo, pubblicato da “Il Giornale” di Indro Montanelli il 17 aprile 1980, intitolato “Le comparse europee. Gli Stati Uniti e il declassamento politico degli alleati”.
“Bisogna augurarsi, nell’interesse del mondo libero – e anzi del mondo intero – che la crisi attuale nei rapporti fra Stati Uniti e Alleati venga superata al più presto. Solo una stretta solidarietà dei Paesi che si richiamano alla leadership americana potrà impedire che il miserabile spettacolo offerto dall’Iran odierno dia l’avvio a una tragedia che investirebbe tutto il mondo civile. Ma le lacerazioni di questi giorni suscitano interrogativi che sarebbe sbagliato dimenticare, anche quando la crisi sarà superata. Henry Kissinger ha rilevato nelle sue memorie la singolarità dei rapporti fra il governo di Washington e i suoi Alleati europei. Timorosi che un giorno l’impegno americano a difendere l’Europa possa venir meno, gli europei vedono con estremo sospetto ogni indizio di una possibile riduzione della copertura nucleare americana. Ma, in paritempo, si rifiutano di assumere una parte più consistente dei pesi della difesa comune”. Ovvero la stessa cosa che Trump rimprovera oggi all’Unione Europea.
“Al contrario, essi sembrano aver individuato il loro ruolo internazionale nel farsi, sempre e in ogni caso, portabandiera della distensione. Una funzione talora utile, ma che in situazioni come quella determinata dalla crisi iraniana finisce per mettere in discussione le ragioni stesse dell’Alleanza. Kissinger sa bene che le motivazioni di questo singolare atteggiamento europeo vanno al di là dei dissensi politico-strategici. Perché le nazioni svolgano una parte importante sulla scena internazionale, esse devono essere convinte che le loro decisioni contano. Invece, dopo il 1945, i governi europei improvvisamente si resero conto che la loro sicurezza e la loro prosperità dipendevano da decisioni prese altrove: da attori principali, essi erano diventati comparse”.
“Da questa constatazione Kissinger derivò la sua proposta che l’Occidente dovesse tendere a una struttura più articolata, meno dipendente dagli Stati Uniti e multipolare. Anzitutto, bisogna riconoscere che l’atteggiamento degli europei non nasce soltanto dagli errori e dalle tragedie che hanno colpito il nostro continente. In parte rilevante, quell’atteggiamento è anche il prodotto di decisioni prese dagli Stati Uniti al termine del secondo conflitto mondiale e che hanno contribuito in larghissima misura a determinare la fisionomia del mondo del dopoguerra. La tendenza di fondo delle sistemazioni postbelliche opera dagli Stati Uniti è stata quella di cristallizzare i protagonisti del conflitto mondiale”.
Questo significa in sostanza che l’America ha in realtà anche sfruttato questo fatto, perché chi detiene il potere e può decidere della pace e della guerra, naturalmente può comandare. Tutte queste iniziative, come l’invenzione dei “volenterosi”, sono campate in aria perché alla fine, oltre tutta la diplomazia e i discorsi infiniti, quello che conta sono i carri armati da mettere sul campo di battaglia. L’Europa non ce li ha e si culla nell’idea di essere una forza politica capace di creare pace. Ma la verità è che l’Ue non conta nulla e che è diventata una comparsa, proprio come temeva Rosario Romeo.
