Arriva un calciatore israeliano: propal impazziti

· 2 Gennaio 2026


Cari ascoltatori, il campionario di follie pro-pal non smette di arricchirsi: l’ultima (finora) sconfina addirittura nello sport, con una sovrapposizione totalmente sconclusionata di piani: un vero caso di ideologismo pro-pal calcistico.

Al consueto calciomercato di gennaio, la Fiorentina, ultima in classifica, ha ufficializzato l’acquisto del centrocampista Manor Solomon, prelevato dal Villareal. I dirigenti gigliati, probabilmente distratti, non si sono però avveduti che Solomon ha un problema grave, che dovrebbe rendere impossibile il suo approdo sulle rive dell’Arno. Non deve operarsi al ginocchio, né stare fuori 13 mesi, non ha fatto frotte di autogol, non ha rivelato problemi ai testi fisici: semplicemente, è israeliano.

Non siamo diventati matti, davvero esiste un commento sull’acquisto di Solomon che è stato ritenuto degno dell’agorà social: è uscito dalla penna di tal Jacopo Madau, assessore comunale di Sesto Fiorentino e – rullo di tamburi – segretario provinciale di Sinistra italiana, il partito di Nicola Fratoianni, uno dei più flotilleri & appassionati nella battaglia contro il diritto dello Stato degli ebrei, unica democrazia del Medio Oriente a difendersi dai terroristi nazi-islamisti di Hamas e dalle altre propaggini del regime di Teheran.

Soprattutto dal 7 ottobre in poi, Solomon ha coraggiosamente manifestato la propria posizione di sostegno al proprio Paese e al suo esercito impegnato in una battaglia mortale contro il terrorismo. Ma per Madau tutto questo trascolora a dettaglio: “È stato appena ufficializzato l’arrivo del calciatore israeliano Solomon alla Fiorentina. Ultimi o non ultimi, chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e non può rappresentare la nostra città e la Fiorentina”.

La posizione di questo assessore a Sesto Fiorentino nonché segretario provinciale di Sinistra italiana, quindi non l’ultimo arrivato, non è ovviamente isolata, è solo l’ennesimo episodio di questa saga che vede la Sinistra italiana consegnarsi in modo acritico alla narrazione ultra pro-pal. Come vogliamo chiamarla, questa posizione, che un calciatore israeliano non è il benvenuto perché ha difeso la guerra del proprio Stato contro le belve di Hamas? Sicuramente, e vogliamo essere generosi, è una posizione ultra-antisionista; e soprattutto che cosa ci azzecchi tutto ciò con il calcio e con lo sport rimane francamente un mistero…


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