Lotta al patriarcato con il ricamo erotico: pazzo woke

· 17 Novembre 2025


Cari ascoltatori, se non fosse che alla fine va a monopolizzare l’industria culturale e a infestare la nostra quotidianità, diremmo che il woke ha un talento comico irresistibile. Sentite qua: a Roma arriva in anteprima un cosa di cui sentivano tanto bisogno, il museo del patriarcato, L’iniziativa è a cura dell’associazione ActionAid e ha come testimonial la nota attrice Violante Placido – e già qui si traballa, se lei è l’identikit della donna costretta a mortificare il suo talento e le sue aspirazioni.

Comunque sia, dal 20 al 25 novembre i romani potranno recarsi a verificare in che cosa consiste questo museo del patriarcato. Ci saremmo immaginati una ricognizione sulle molte periferie urbane, europee e anche italiane, dove di fatto vige la sharia; o una dura denuncia dell’infibulazione, della poligamia forzata, dei matrimoni violenti, pratiche normali nelle società islamiche. E invece niente di tutto questo.

Ecco alcuni appuntamenti clou, che non potreste immaginare. Questo museo immagina un’ipotetica data, il 2148, in cui il patriarcato è finito e si ricordano gli anni ‘20 del 2000, quando il patriarcato infestava le nostre giornate, cioè queste presenti. Dunque, abbiamo il workshop “per piacere, uno shooting femminista”. Si legge: “Tira fuori il tuo potere seduttivo. Che trucco scegli per piacere? I capelli come li vuoi? Hai pensato all’outfit? Ti aspettiamo per un appuntamento al buio con shooting fotografico di gruppo. Sarà un’esperienza che parlerà di cos’è la bellezza, di corpi e di sorellanza”, guai a dire fratellanza, è bieca e per di più rimanda a quel vecchio culto, vi ricordate il Cristianesimo?

Qui si parla di corpi, di sorellanza: “Ti aspettiamo sexy come non mai. Workshop riservato a donne e persone che si identificano come non binarie”, cioè con uno qualunque dei numerosi sessi dell’alfabeto woke, basta che uno non si senta maschio. Ci chiediamo se ci sarà qualche maschio binario che si fingerà qualcos’altro per entrare e andare a vedere.

Sabato 22 l’evento si interromperà momentaneamente per sostenere la manifestazione nazionale di Non una di meno, dove “vogliamo che tutte e tutti possano esserci”. Tutti, ma quali? Ripeschiamo anche il maschio binario reazionario per natura?

Nel programma è previsto anche un talk sui corpi sotto controllo, ma la perla vera la si pesca lunedì 24 novembre: “Laboratorio ricamo erotico selvaggio”. Il ricamo è un’arte garbata ed elegante da tempi lontani, ma qui Goga Mason, la persona che tiene questo laboratorio, la butta sulla rivoluzione: propone di “riappropriarsi del ricamo con l’obiettivo di trasformare quest’arte in un mezzo sincero e spontaneo di espressione. Vi dimostrerà che tutte sappiamo ricamare perché lo facciamo da sempre, ma ora siamo libere di immaginare e ricamare tutto quello che vogliamo”. La rivoluzione è la liberazione del ricamo.

Leggiamo ancora, perché è un capolavoro: “Ribalteremo il concetto di ricamo, liberandolo dai vecchi schemi che lo vogliono una tecnica per donnine ben educate e sprigioneremo il suo potenziale creativo punk e soprattutto erotico”. Non sappiamo immaginare dove questa cosa possa portare, dovremmo forse pensare al Marchese De Sade, dove si troveranno liberazione erotica e punk, nel ricamo?

Non ci resta che stare alla (incomprensibile per chi non parla la neolingua woke) descrizione del museo, “un’esposizione immersiva per osservare da vicino le tracce di un sistema di potere fondato sulla discriminazione e sull’oppressione delle soggettività marginalizzate per la propria identità di genere”. È l’Iran degli ayatollah? Per carità, no, è proprio la nostra società.

“Reperti autentici, opere e testimonianze restituiscono l’atmosfera degli anni ’20 del 2000, tra dinamiche familiari, stereotipi di genere e violenza normalizzata”, è scritto ancora nella sinossi del museo. D’altra parte, viviamo in un momento in cui un ministro che dà una sua impostazione sull’educazione all’affettività alla sessualità a scuola è uguale a chi compie femminicidi…

Un delirio? Sì, esattamente il solito; ma stavolta hanno messo giù il carico da undici, il ricamo erotico selvaggio punk, come resistere?


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