La trumpnomics funziona: le cassandre son servite
Giovanni Sallusti · 11 Novembre 2025
Cari ascoltatori, partiamo con una premessa che dovrebbe trovare tutti d’accordo: Ferruccio De Bortoli non è un estremista con la bandana Maga, né un populista, né il megafono delle destre occidentali. È stato direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, è un’eccellenza del giornalismo d’establishment, ed è dotato di uno spirito critico molto più elevato della media. Ebbene, oggi De Bortoli firma sul Corriere una stroncatura definitiva delle sentenze mainstream dell’ultimo anno. Il titolo è: “Ma i dazi di Trump non dovevano rovinarci? Tutte le previsioni (nere) che non si sono avverate”.
“Nonostante dazi, tensioni globali e inflazione, mercati e crescita USA sorprendono, l’intelligenza artificiale spinge gli investimenti, l’export italiano regge”: sostanzialmente la disfatta delle cassandre. De Bortoli fornisce argomenti e numeri che smentiscono il catastrofismo ideologico. Cita analisti finanziari, anche americani, e ricorda che la borsa, i prezzi degli immobili, le quotazioni del bitcoin e dell’oro, oltre all’offerta di moneta, sono ai massimi di tutti i tempi.
L’inflazione, su cui hanno volteggiato gli avvoltoi del mainstream secondo i quali a causa di Trump sarebbe esplosa, nell’ultimo trimestre è sostanzialmente rimasta invariata: al punto che la Federal Reserve si avvia a tagliare il costo del denaro, come da tempo il presidente Usa chiede marcatamente. I picchi a Wall Street sono in gran parte trainati dalle aspettative sull’intelligenza artificiale, ma c’è un legame con Donald, che ha sempre tenuto a chiarire come il settore delle big tech, delle nuove tecnologie e degli sviluppi dell’AI siano una priorità economica e geopolitica per l’amministrazione. Tanto che al suo discorso di insediamento gli esponenti di spicco di questo comparto c’erano tutti.
Anche la crescita economica continua a segnare punti, mentre l’Eurozona sostanzialmente ristagna: nel secondo trimestre l’economia americana è cresciuta del 3,8%. De Bortoli ricorda anche come, dopo il contraccolpo in agosto sull’esportazione italiana negli Stati Uniti, in settembre le esportazioni siano cresciute del 34,4%, un dato sorprendente. Sempre a settembre, il saldo della bilancia commerciale extra Ue è risultato positivo per 2,7 miliardi. De Bortoli mette in fila tutti gli indicatori economici principali che dovevano andare male e invece stanno andando bene, incluse le esportazioni verso gli Usa che dovevano essere devastate dai dazi di Trump.
Oltre a essere un esercizio di analisi realistica rispetto alla bolla ideologica, questo elenco di dati positivi ricorda anche il Trump vero – non la caricatura di Trump: in questi giorni è montato lo scandalo della BBC che con un montaggio tarocco ha provato a far dire a Trump cose che non aveva detto – mira anzitutto a riequilibrare la bilancia commerciale degli Stati Uniti nell’interesse del suo elettorato, del forgotten man che l’ha votato, non del fighetto di Manhattan che vota Mamdani. Trump punta a riportare la produzione in America e a chiudere l’era della globalizzazione acritica e asimmetrica, cioè la concorrenza sleale della Cina rispetto al mondo libero: l’intento della sua politica economica è anche nostro interesse.
Da questa analisi risulta che le cassandre, i profeti di sventura antitrumpiani, tutti costoro son serviti: avevano torto. E a dirlo non è un influencer ultra-maga dal suo sottoscala, lo dice sul Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli.
