Giorgetti: Giovani e pensioni, la Lega accelera sulla vita vera
Redazione · 8 Settembre 2026
“Che cosa è il sovranismo pragmatico? Sono un ministro, quindi come faccio a difendere gli interessi degli italiani? Dico sempre: quando hai una montagna di debito pubblico come quello accumulato, devi essere in grado di emanciparti dal ricatto del mercato, che può mandarti a gamba all’aria, come è già successo nella storia politica ed economica italiana anche recente. In questi quattro anni l’abbiamo fatto senza fare una politica di austerità, accanto alla messa in sicurezza del debito, all’abbassamento dello spread, il fatto che da tutto il mondo comprano i nostri titoli: diversamente da altri, noi siamo riusciti a fare anche delle misure incisive, cioè la riduzione delle tasse per naturalmente i redditi medio-bassi, l’introduzione della fat tax entro gli 85 mila euro. Una politica di galleggiamento, la barca si è portata in acque sicure.
“Dobbiamo cercare di fare tutto il possibile nell’ambito del principio di realtà. C’è una interessantissima proposta di legge presentata dal gruppo Lega, sulle retribuzioni per i giovani. Il problema è che all’ingresso nel mondo del lavoro gli stipendi sono troppo bassi, è di assoluta evidenza. Noi proponiamo una misura di vantaggio fiscale, che si deve sposare con una disponibilità, da parte dei datori di lavoro e degli imprenditori, a riconoscere retribuzioni più adeguate. Nell’ultima legge di bilancio con grande successo abbiamo fatto una sorta di politica di questo tipo: a tutti quelli che rinnovavano i contratti riconoscevamo la detassazione, cioè una tassazione flat al 5%. Con un accordo tra imprenditori, datori di lavoro che fanno un investimento sui giovani che quindi aumentano i loro stipendi lo Stato potrebbe prevedere una tassazione agevolata. Sarebbe qualcosa di interessante rispetto allo spopolamento di talenti, che tendono ad andare verso l’estero”.
“Fronte pensioni: va riparata una stortura della legge Fornero. Se io do la possibilità a chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996 di calcolarsi la pensione col contributivo e di andare in pensione a 64 anni, perché chi ha cominciato a lavorare prima del ’96 non lo può fare? Secondo me c’è anche qualche difetto anche costituzionale, capisco che gli anni del boom demografico costituiscono un’onda che nel momento in cui accede alla pensione rischia di creare dei problemi. Però il sistema deve essere lineare e in qualche modo garantire un’equità complessiva”.