Complottone by Sanchez: “Ceuta voluta dalle destre”

· 31 Agosto 2026


Cari ascoltatori, questa mattina il sottosegretario Alessandro Morelli ci ha descritto, in diretta da Ceuta, come la situazione sia fuori controllo e la convivenza civile sia saltata, dalla baraccopoli all’emergenza sanitaria, alle manifestazioni di protesta e di rivendicazione della propria identità dei cittadini spagnoli. I rischi per la sicurezza sono enormi, la cronaca parla di casi di violenza sessuale ai danni delle donne migranti da parte di altri migranti: Ceuta non è più un’exclave europea, è un exclave del caos.

Davanti alla realtà Pedro Sanchez ha tentato la carta estrema pur di non prendersi responsabilità: la supercazzola del complottone. Un classico del politico in difficoltà, che il premier spagnolo ha portato a vette non viste prima: ha lamentato che attorno alla crisi di Ceuta si sarebbe mossa una rete internazionale di estrema destra, una internazionale nera, impegnata a diffondere notizie false, di cui ha anche dato i dettagli (se non lo faceva ci faceva una figura migliore): da fine luglio sarebbero stati diffusi voci ed elementi di disinformazione “da parte di social network legati sia alla Russia che a Israele, nonché a una rete internazionale di estrema destra, che continua a utilizzare la migrazione non solo per attaccare la Spagna, ma anche per attaccare l’Europa e dividerla”. Una spectre nera dei sovranisti globali che include la Russia, un’autocrazia guidata da un ex colonnello del Kgb che non fa mistero del suo desiderio di restaurare l’impero sovietico e i suoi fasti, e che però viene arruolata dall’estrema destra.

Tutto questo assieme a Israele, l’unica democrazia del Medio Oriente che, chissà come, si troverebbe gomito a gomito con gli antisemiti di cui una rete di estrema destra immaginiamo sia piena: un minestrone sancheziano il cui scopo è buttare la palla in tribuna. Tra l’altro questo network vedrebbe a braccetto Israele e Russia: l’uno è una democrazia impegnata in una lotta esistenziale contro il terrorismo islamista, la cui centrale operativa, organizzativa finanziaria è la Repubblica islamica dell’Iran; l’altra, la Russia, è il principale alleato proprio di Teheran. Capite che il racconto è totalmente farlocco: Putin, Israele e le destre globali in un network la cui preoccupazione è creare grane a Sanchez. Ci vediamo giusto un filo di auto-sopravvalutazione, anzi, diciamo pure di delirio. Di un politico che è all’ammazzacaffè.


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