Borghi: Salvini subito al Viminale, serve un politico che cambi le regole

· 28 Luglio 2026


Al centro della prima puntata di “Guest Star”, il nuovo format multipiattaforma in onda su Radio Libertà, Alessandro Morelli e Sammy Varin affrontano i temi più caldi dell’attualità e della politica, analizzandoli in maniera “scorretta”. Con l’ospite di questa puntata, il senatore della Lega Claudio Borghi Aquilini, fra i tanti temi si è discusso del possibile passaggio di testimone alla guida del Ministero dell’interno tra Matteo Piantedosi e Matteo Salvini.

“Mi ricordo che quando c’era la Lega al governo con il Movimento 5 Stelle, nel 2018, il ministro dell’Economia designato era Paolo Savona. Poi arrivò Sergio Mattarella, che dichiarò di non volerlo nominare con questo ruolo perché in passato aveva osato criticare l’euro. Venendo ai nostri giorni, mi risulta dalle informazioni che ho – e penso di non essere facilmente smentito – che lo stesso presidente della Repubblica abbia detto che non andava bene Matteo Salvini al Ministero dell’Interno, nonostante tutti fossimo d’accordo all’interno della maggioranza di governo, perché il leader della Lega era imputato in un processo politico, da cui come tutti sanno è uscito assolto”.

“Fatto sta che Salvini non è potuto andare al Viminale. E dal mio punto di vista dovrebbe andarci il più in fretta possibile: non perché Piantedosi non sia capace come ministro dell’Interno – anzi è bravissimo – ma penso che certe scelte possano essere fatte solo da un esponente politico. Solamente il politico può avere il coraggio di andare oltre le regole, perché è lui che è chiamato a scriverle. Al contrario, un prefetto, per forma mentis sa che bisogna seguire le regole, a prescindere da quali esse siano. In certi casi, tuttavia, la politica serve proprio per cambiarle”.


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