Alleanza del Nord contro la burocrazia Ue

· 7 Luglio 2026


In questa puntata di “Regioniamoci sopra”, la nostra rubrica che si occupa dei temi che riguardano l’autonomia differenziata, Giuliano Zulin racconta l’incontro istituzionale – tenuto pochi giorni fa a Milano – tra gli assessori allo Sviluppo economico delle cinque principali Regioni settentrionali a statuto ordinario. L’obiettivo è quello di consolidare la collaborazione per affrontare le sfide economiche in comune dei prossimi anni che riguardano Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria.

Non si tratta di un’alleanza casuale, visto che i cinque enti territoriali rappresentano il cuore manifatturiero del Paese e costituiscono uno dei poli industriali più avanzati d’Europa: insieme, infatti, producono oltre la metà del Pil nazionale e concentrano una parte significativa della capacità produttiva, dell’innovazione tecnologica e dell’export italiano. L’unione è trasversale: al tavolo erano presenti non solo i rappresentanti delle Regioni governate dal centrodestra – e quindi Guido Guidesi per la Lombardia, Massimo Bitonci per il Veneto, Andrea Tronzano per il Piemonte e Alessio Piana per la Liguria – ma anche un esponente vicino al Partito Democratico come Vincenzo Colla per Emilia-Romagna. A dimostrazione del fatto che il anche il centrosinistra del Nord abbia deciso di diventare un po’ autonomista.

In ogni caso è stata messa in campo una strategia condivisa a sostegno della competitività del sistema produttivo italiano, portando avanti delle battaglie contro tutti i balzelli, le normative e i regolamenti pensati dalla Commissione europea. Pensiamo, per esempio, al divieto di vendita di nuove auto a benzina e diesel dal 2035, che non è stato cancellato ufficialmente in quanto è ancora presente l’ETS (EU Emissions Trading System) che è il certificato green che attesta che un’impresa non ha superato una precisa quota di CO2. Poi c’è la questione del Cbam, la tassa sui prodotti importati potenzialmente inquinanti, e il “Regolamento Metano” che prevede delle maxi tasse sul gas e il petrolio importato nel rispetto delle normative green.

Ecco perché questi cinque assessori sostengono che non si possa più proseguire così con queste ricette centralistiche imposte da Roma e da Bruxelles. Nelle prossime settimane verrà quindi istituita una cabina di regia comune con una prospettiva di lungo periodo, orientata al 2050, e inserita nel quadro delle strategie europee. Il nuovo organismo definirà obiettivi condivisi e svilupperà sinergie nei diversi comparti produttivi, formulando anche proposte legislative e nuovi strumenti da sottoporre al governo e alla Commissione europea. Fare squadra per salvare famiglie, imprenditori, il nostro benessere e soprattutto non rovinare quello che hanno costruito con fatica e sacrifici i nostri nonni: questa è la ricetta. A cinquant’anni di distanza dalla proposta per la creazione di una grande “Lega del Po” da parte del comunista Guido Fanti, forse questa è la volta buona per giungere al pragmatismo dell’autonomia differenziata.


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