Fa caldo, governo ladro: Fratoianni delira ancora
Giovanni Sallusti · 25 Giugno 2026
Cari ascoltatori, oggi si è presentata una nuova, stramba variante di un vecchio modo di dire, che suona “Caldo, governo ladro”: non siamo ammattiti, è l’ultimo stadio cui è arrivata l’opposizione che ci è toccata in sorte, nella fattispecie nelle veste di Nicola Fratoianni, uno dei due co-leader di Avs, il partito rosso-verde, guidato dall’irresistibile duo comico Fratoianni&Bonelli.
In un video diffuso sui social, Fratoianni ci ha seriamente reso edotti che il caldo anomalo di questi giorni è da mettere in conto alle politiche del governo di centrodestra, malvagio, reazionario e, parole sue, “climafreghista”, accrocchio che immaginiamo si riferisca a chi, come l’esecutivo, non aderisce al dogma di lorsignori, secondo il quale bisogna suicidarsi azzerando l’economia italiana ed europea in nome della versione talebana e gretina dell’ambientalismo. Se climafreghista vuol dire quello, noi siamo effettivamente ultra-climafreghisti, ma visto che questa intemerata fratoiannica sul caldo sovranista è già scivolata nel non-sense, possiamo solo fotografarla.
Eccola: “Mamma mia che caldo, lo devo dire, ero terribilmente preoccupato per queste temperature folli, poi mi sono ricordato che Salvini nel 2023 ha tenuto una lectio magistralis sul clima e sono andato a rivedermela: d’estate fa caldo e d’inverno fa freddo, sono cicli, diceva Salvini”, esatto, diceva così proprio per contestare la vulgata allarmistica, apocalittica e gretina che vuole che sostanzialmente l’uomo rinunci alle sue attività. Fratoianni ironizza: “Che sollievo, meno male che ci sono i cicli, almeno alla fine del ciclo di governo dei climafreghisti potremo respirare”, a meno che gli italiani, con quel molesto rito democratico delle elezioni, non ridiano fiducia proprio a quei maledetti.
“In passato i cicli della terra duravano un tempo infinito, noi stiamo distruggendo tutto nell’arco di un solo secolo”: Fratoianni allude a quell’erroraccio della rivoluzione industriale, un marchingegno che non ha uguali nella storia, che ha traghettato generazioni fuori dalla miseria e garantito loro il benessere, sfociando in quell’altro aggeggio chiamato capitalismo, anch’esso generatore impareggiabile di ricchezze e prosperità. E si sa che secondo il verbo gretino la colpa di tutto è della rivoluzione industriale, che purtroppo ci ha portato fuori dalla condizione rurale in cui a quanto pare si stava benissimo.
Aggiunge Fratoianni: “Per colpa di queste politiche qui, quelle della destra che non ci mette mai la faccia”, non importa che il centrodestra sia a Palazzo Chigi solo dal settembre 2022, non ci mette la faccia sul caldo e se ne frega, “anche quest’anno milioni di persone subiranno le conseguenze dei disastri che hanno a che fare con responsabilità precise. Se ne fregano dei lavoratori che svengono sotto il sole”, ed è noto quanto importi dei lavoratori alla sinistra e a Fratoianni, tutti presi da flotilla, pride e immigrazione incontrollata. “Se ne fregano delle famiglie, degli anziani, dei bambini che magari non possono permettersi il condizionatore”, e non si accorge, il povero Fratoianin, che qui va a cozzare contro il suo sodale Bonelli, che fa della guerra al condizionatore l’arma dell’ambientalismo più rigido, scavalcando Fratoianni a sinistra, anzi tra le nuvole: ha sempre detto che lui non ce l’ha, che l’aria condizionata è un bieco strumento del capitalismo inquinante, insomma si mettano d’accordo.
Non ha senso cercare una logica in questo sfogo: rimane il fatto che “non dobbiamo cascarci, il cambiamento climatico è frutto di scelte politiche precise e c’è solo un ciclo, che speriamo finisca presto”, ovviamente quello della destra dei climafreghisti. Abbiamo il sospetto che il vero danno causato da queste temperature anomale sia un colpo di calore per il povero Fratoianni.