Vannacci zoppo: non capisce l’autonomia

· 16 Giugno 2026


In questa puntata di “Regioniamoci sopra”, la nostra rubrica che si occupa dei temi che riguardano l’autonomia differenziata, Giuliano Zulin parla del caso Vannacci, ma non attraverso le tematiche nelle quali tutti i media lo stanno incasellando negli ultimi giorni – dal femminicidio alle ginocchiere, passando per la Decima Mas – bensì andando ad approfondire come il Generale stia analizzando gli argomenti relativi all’autonomia differenziata e al federalismo.

Il curriculum di Roberto Vannacci parla da solo: ha cinque lauree, conosce cinque lingue, è un generale che è stato in mezzo mondo, possiede una strategia (anche) comunicativa non indifferente e questo fa di lui il cosiddetto nuovo che avanza. Tuttavia, quello che non si comprende ancora è che cosa ne pensi lui sull’autonomia. Quando era vicesegretario della Lega aveva sostenuto che ci fosse anche del buono in questo tema. Tuttavia, quello che sfugge nella scelta che ha portato diversi parlamentari ad approdare a Futuro Nazionale è la motivazione addotta secondo la quale la Lega non è più il partito di una volta. Sarà… ma se il movimento leghista contiene una differenza rispetto agli altri partiti è che ha sempre rappresentato i territori e il federalismo, tanto da essere definito nei decenni precedenti “secessionista”. Ed è grazie a queste battaglie a favore della popolazione locale che Lega è in piedi da più di 40 anni.

E allora mi chiedo: come si fa a sventolare la bandiera di San Marco a una festa della Lega a Venezia o a un raduno di Pontida e poi passare a Futuro Nazionale che, con tutto rispetto, è la negazione di qualsiasi autonomia? Del resto, proprio per la natura stessa del generale Vannacci, la forma mentis del nuovo partito non può che essere centralista. Discutere di temi riguardanti una sanità con servizi migliori, investimenti maggiori nel territorio sulla sicurezza, sui giovani, sulle case low cost accessibili a tutti, sulle infrastrutture e su ingenti investimenti dall’estero è (e rimarrà) una delle bandiere che solo la Lega può sventolare con orgoglio e testa alta sempre. E questa Lega non la potrà mai avere Vannacci, nonostante quest’ultimo si stia dimostrando bravissimo a vendere soluzioni facili, chiavi in mano, a tutti i problemi. In realtà, sotto i suoi slogan non c’è niente: a parte riprendere parimenti le storiche proposte leghiste sull’immigrazione. In ogni caso, quello che il movimento di Matteo Salvini dovrà continuare a fare è non dimenticarsi mai da dove il suo popolo è venuto e dove vuole andare, perché l’obiettivo resta sempre quello di riportare la pubblica amministrazione più vicina alle persone, che generano Pil con il loro lavoro e attraverso il pagamento delle tasse.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *





Ti Potrebbe Interessare


Radio Libertà

Background