Contro le crisi globali investire sui territori

· 12 Maggio 2026


In questa puntata di “Regioniamoci sopra”, la nostra rubrica che si occupa dei temi che riguardano l’autonomia differenziata, Giuliano Zulin riprende le recenti parole pronunciate dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, Guido Guidesi, a proposito dell’accelerazione che l’amministrazione del Pirellone ha impresso sugli investimenti stranieri sul proprio territorio.

Del resto la Lombardia è la locomotiva d’Italia ed è la prima regione per manifattura in Europa, nonostante la burocrazia e nonostante l’autonomia ancora da completare. Questa regione, oltre che essere spettatrice, ha anche l’ambizione di diventare una vera attrice politica-istituzionale per riuscire a dare un aiuto concreto e consistente a tutti quei settori strategici locali che ne hanno bisogno. In questo senso, c’è un dato a dir poco rilevante: solo lo 0,4% di tutte le imprese presenti in Italia ha una proprietà straniera, solo che questa minuscola percentuale dà lavoro al 10% degli occupati italiani, e questo vale più o meno un 21% del fatturato italiano. E, guarda caso, gran parte di tutti questi numeri sono concentrati in Lombardia e nelle regioni limitrofe Veneto, Emilia Romagna, Piemonte: proprio quegli enti territoriali che chiedono da anni l’autonomia differenziata, che tra l’altro aiuterebbe a investire ulteriormente.

L’assessore Guidesi ha ricordato inoltre un altro elemento significativo: nonostante il contesto internazionale – caratterizzato da guerre, inflazione e petrolio a oltre 100 dollari al barile – non invoglierebbe a credere nel futuro, è invece proprio adesso il momento in cui è necessario seminare per trovare il terreno fertile affinché, quando la crisi globale sarà terminata, uno si troverà già nella posizione e nella situazioni migliori per ripartire. Sotto questo punto di vista esiste una realtà eloquente: tra Brescia e Bergamo, infatti, c’è un distretto delle valvole che servono per l’industria degli idrocarburi. Del resto per far passare il gas e il petrolio esse risultano fondamentali affinché il petrolio e la materia prima arrivino dal pozzo al container e poi a casa nostra. L’Italia è al terzo posto sulla produzione di valvole – dietro a Cina e  India – e queste aziende italiane si dicono sicure che, dopo questa tensione internazionale, lo scenario economico vedrà nuovi investimenti per portare avanti più petrolio possibile e ritrovarci con un prezzo che crollerà, come è successo per il gas.


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