Garlasco: o è sciatteria o è corruzione

· 11 Maggio 2026


In questa puntata di “Autodafé” Giulio Cainarca analizza gli ultimi sviluppi del delitto di Garlasco – in particolar modo delle novità emerse nel filone seguito dai magistrati di Brescia riguardante l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, accusato di corruzione in atti giudiziari con il sospetto che volesse chiudere rapidamente il fascicolo a carico di Andrea Sempio in cambio di una somma di denaro elargita dai familiari di quest’ultimo – insieme con Emanuele Pieroni, cronista giudiziario del sito maumag.com.

“Il timing dell’archiviazione fu abbastanza veloce: l’apertura indagini su Sempio avvenne il 23 dicembre 2016, poi 16 marzo 2017 la procura di Pavia chiese lo stralcio e, una settimana più tardi, il gip archivierà il 23 marzo. Dalle intercettazioni, che furono velocemente liquidate per archiviare Sempio, emergono quelli che gli inquirenti chiamano gli ‘anomali contatti’ tra lo stesso nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi e la Polizia Giudiziaria. Questi indizi sono corposi e, a breve, potrebbe esserci anche qualche audio che non era stato preso in considerazione. La cosa che salta sicuramente all’occhio è la quantità di intercettazioni definite irrilevanti – e quindi non portate sul tavolo del pubblico ministero – e di passaggi invece di conversazioni considerate rilevanti in cui si bolla tutto con ‘incomprensibile’, anche in maniera amatoriale, visto che risultano più che comprensibili. Ecco perché sta iniziando a emergere anche un’altra ipotesi: ossia che Venditti non sia stato corrotto, bensì sia stato indotto all’errore da corrotti”.

“Un altro elemento che i carabinieri di Milano hanno rilevato in quelle indagini del ’16 e ’17 è che a Sempio non venne fatta alcuna perquisizione locale informatica o dei suoi device e non sono nemmeno mai state prese le impronte digitali per confrontarle con quelle ritenute utili (e mai attribuite) né mai acquisito un suo campione biologico. Non so se questo possa essere indice di un trattamento di favore; sicuramente è indice una sciatteria enorme. Dopo di che, per capire meglio se c’è stato anche dell’altro, c’è in atto un’indagine giudiziaria che lo accerterà. Tra l’altro è indispensabile sottolineare che all’epoca apparve un articolo del Corriere della Sera del 2017 dove si parlava di un Andrea Sempio che aveva un 42 e mezzo o 43 di scarpe: una misura che sarebbe a quel punto anche compatibile con la oramai famosa impronta trovata nella villetta di via Pascoli. Durante quell’inchiesta gli fu chiesto che numero avesse di scarpe e lui rispose 44: ma a nessuno venne mai in mente di sequestrargliene un paio per comprende meglio il tutto”.


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