Mercati saldi: credono nella pace Usa-Iran
Alessandra Mori · 22 Aprile 2026
In questa puntata di “Pop Economia-Rumore”, Alessandra Mori discute degli sviluppi della guerra in Iran e del secondo round di colloqui di pace previsti nelle prossime ore a Islamabad insieme a Nino Sunseri, giornalista economico de La Verità e di Panorama.
“Penso che tra pochi giorni quando – come speriamo tutti – la guerra finirà, il prezzo del petrolio crollerà dagli 87 dollari attuali al barile ai 76 che valeva prima della crisi di due mesi fa. Del resto, stiamo vedendo già adesso che cosa sta succedendo: con lo Stretto di Ormuz ancora chiuso e l’impasse sugli accordi di pace, una settimana fa il petrolio veleggiava addirittura sui 104 dollari e, inoltre, le borse stanno tenendo, con i tassi sui titoli di Stato che restano più o meno stabili. Insomma: sembra proprio che l’eccitazione generale sia più mediatica e politica piuttosto che reale”.
“Chi si occupa realmente di soldi, infatti, sa perfettamente che nessuno si azzarda in questo momento ad aprire posizioni lunghe a rialzo sul petrolio, perché la prospettiva che scenda di botto da un momento all’altro è notevole. Lockdown energetico? Bisogna che tutti noi comprendiamo che non stiamo affrontando un problema di prezzo, ben di quantità. E il prezzo, in questo momento, è governato dalla speculazione che così come lo ha gonfiato tra tre giorni potrebbe tirar giù tutti i valori. Questo non significa che l’emergenza è finita, anzi. Il problema è che servirebbe una diversificazione energetica profonda: il che consisterebbe in un impegno troppo lungo e costoso su cui sono abbastanza scettico”.
