I ricorsi anti-autonomia sono contro chi li fa

· 21 Aprile 2026


In questa puntata di “Regioniamoci sopra”, la nostra rubrica che si occupa dei temi che riguardano l’autonomia differenziata, Giuliano Zulin racconta gli sviluppi del lungo e tortuoso percorso delle pre-intese sull’autonomia differenziata tra il governo centrale e le Regioni che l’hanno richiesta (Lombardia, Veneto, Liguria e Piemonte) su protezione civile, professioni e sanità.

Se questi enti territoriali stanno procedendo a passo spedito tramite degli accordi con il ministro Roberto Calderoli e il governo di centrodestra (tra circa 70 giorni dovrebbe infatti arrivare l’ok anche del Parlamento, con un maggioranza qualificata, sulle pre-intese) in altri contesti sta serpeggiando una strana nuova voglia di ricorso presso la Corte Costituzionale. In qualche modo lo hanno già annunciato Campania e Puglia, entrambe governate dal centrosinistra. In virtù della vecchia istanza alla Consulta del 2024 – che di fatto fermò l’avvio dell’autonomia differenziata – da parte di alcune amministrazioni regionali c’è in ballo così il tentativo di sospendere i tempi di attuazione della manovra, a prescindere se il tutto finirà con una promozione.

E interrompere l’iter istituzionale non è un danno che si fa a un determinato governatore, bensì lo si fa ai cittadini, i quali saranno costretti ad avere che fare con spese pubbliche inutili, cattedrali nel deserto, progetti fermi, servizi sociali in fumo e infrastrutture che non vedranno mai la luce del sole. Quindi, occhi ben aperti e prepariamoci a una serie di ricorsi a Tar, Cassazione, Consiglio di Stato e Corte Costituzionale. Con tutta probabilità sarà questa la vera intenzione da parte di un’opposizione che, in nome di quella politica alla ricerca di un voto in più, alla fine farà solo del male a se stessa e alla comunità che guida. Noi, comunque, continueremo imperterriti a vigilare.


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