Pd-centri sociali, è gara di impazzimento: “Accerchiamo la Lega in piazza Duomo”

· 9 Aprile 2026


Cari ascoltatori, la prova definitiva che il Partito democratico, in teoria il partito che dovrebbe rappresentare al massimo grado la sinistra istituzionale e un’agenda alternativa di governo, è indistinguibile dal cosmo antagonista – quello della violenza pro-pal, quello dell’eversione vicino ai centri sociali – arriva da Milano, dove sabato 18 aprile si terrà in piazza Duomo la manifestazione della Lega con il Movimento dei Patrioti europei. All’evento si parlerà delle urgenze della contemporaneità e sarà un momento di massima espressione del rito democratico: movimenti politici che vanno in piazza e si confrontano con i cittadini su delle idee.

Evidentemente, invece, è uno scandalo pazzesco: su questo tema, come vi abbiamo raccontato ieri, il Pd quanto a reattività ha scavalcato a sinistra i centri sociali, con una illuminatissima iniziativa tramite ordine del giorno della presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, la quale ha chiesto a Prefettura e Questura di non concedere l’autorizzazione all’evento. In sintesi, secondo il Pd chi non la pensa come loro non può ritrovarsi in piazza, non può manifestare, non può proporre idee nell’agorà: questa è la loro idea di democrazia, è la libertà di pensarla come loro.

I centri sociali milanesi devono essersi sentiti presi in contropiede, quindi hanno rilanciato con un comunicato stampa con cui inseguono il Pd nello sfascismo antagonista. Nel comunicato dicono che accerchieranno piazza Duomo: “nella nostra città non c’è spazio per fascisti e aspiranti dittatori, non c’è spazio per razzismo e segregazione, non c’è spazio per imperialismo, falsi miti e falsi dei”, chissà dove hanno visto ‘ste cose, in Alabama negli anni ’50? Per non dire della stramberia di tirare in ballo l’imperialismo in un ritrovo di movimenti che hanno dell’autodeterminazione dei popoli uno dei loro punti qualificanti.

È chiaro che costoro sono lontanissimi dal merito delle questioni. Ancora: “Ovunque governino, uno dei primi terreni d’attacco delle destre nazionaliste è il controllo dei corpi femminili, marginalizzati e non conformi”, e qui il delirio decolla. “Parlano di sicurezza strumentalizzando le violenze di genere”, ma la violenza dell’uomo sulla donna è prassi abituale di alcune culture, di certo non della nostra; “vendono repressione e profilazione razziale nei quartieri”, ma scherziamo? E poi “proponendo persino una taglia per l’antifascismo”, immaginiamo si riferiscano alla proposta dei repubblicani americani di definire terrorista il movimento antifa, che è cosa diversa dall’antifascismo. Per chiarire, non Matteotti, non Gobetti, non i partigiani autentici, quelli del 1945, ma il movimento antifa di oggi che spesso ha forme antagoniste, squadriste e in certi casi esplicitamente terroriste, cosa che loro dovrebbero sapere.

Continuiamo a leggere: “Ebbene, ai nostri posti ci troveranno. Milano è antirazzista, Milano è transfemminista, Milano è partigiana, Milano è il 25 aprile, Milano è antifa”. Più che un comunicato sembra un testo di Ionesco, oltre qualsiasi minimo senso. L’annuncio finale è “il 18 aprile scendiamo in piazza e accerchiamo piazza del Duomo, i centri sociali ci saranno”. Significa accerchiare liberi esponenti di liberi movimenti politici che tengono una libera manifestazione perché, semplicemente, non devono tenerla, come già avevano anticipato gli amici del Pd.

Questa è la sinistra italiana, ormai senza più senza distinzione fra la presidente del Consiglio comunale di Milano, i centri sociali e i capi dell’antagonismo: l’agenda è la stessa, le parole d’ordine sono le stesse, l’intolleranza è la stessa.


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